Più sicurezza ai piani bassi grazie alle inferriate

Una delle necessità delle persone che vivono ai piani bassi, o direttamente al livello di strada, è quello di garantire il massimo della sicurezza per quanto riguarda la porta di accesso a casa. Gli appartamenti che si trovano a livello di strada infatti, così come quelli che hanno un ingresso sul retro (magari in giardino) sono quelli maggiormente esposti agli attacchi di eventuali malintenzionati in quanto facili da raggiungere e dunque per questo più esposti al rischio.

Per questo motivo coloro i quali sono interessati da questo problema sono certamente alla ricerca di soluzioni che consentano di risolvere in maniera definitiva ed efficace la possibilità che qualcuno possa forzare la porta di ingresso e dunque accedere in casa.

Le inferriate apribili garantiscono il massimo della sicurezza

Da questo punto di vista sicuramente le inferriate apribili rappresentano la soluzione definitiva ed efficace di cui si avverte la necessità. Esse rappresentano infatti una barriera impossibile da superare perché realizzate con ferro inossidabile e dunque semplicemente impensabili da riuscire in qualche modo a superare.

Questo tipo di prodotto offre dunque tutta la sicurezza di cui si ha bisogno, unita ad una grande facilità di utilizzo, dato che le inferriate apribili possono essere aperte al bisogno con un semplice gesto della mano e dunque consentire facilmente l’ingresso e l’uscita dall’abitazione o dai locali.

Inoltre il loro impatto estetico è particolarmente gradevole dato che, grazie alla sapiente lavorazione del ferro battuto, il loro design è pensato appositamente per riuscire ad adattarsi ad ogni tipo di contesto.

Inferriate fisse per le finestre

Per tutte quelle aperture che non necessitano invece di un sistema di apertura perché non adibite al passaggio di persone o cose (ad esempio le finestre) è possibile invece installare le inferriate fisse, che rappresentano una soluzione efficace e definitiva.

Dove è bene posizionare il condizionatore?

Il condizionatore è sicuramente un dispositivo in irrinunciabile in casa, dato che è in grado di rendere l’ambiente più fresco d’estate e più caldo in inverno. Grazie al suo lavoro è dunque possibile migliorare il comfort in casa e vivere in un ambiente ancora più piacevole ed accogliente.

I moderni condizionatori d’aria tra l’altro, sono in grado di svolgere efficacemente il proprio lavoro consumando molta energia in meno rispetto a quanto avveniva con i climatizzatori di vecchia generazione. Più efficienza e maggior risparmio dunque, ma anche una minore produzione di inquinamento e più rispetto per l’ambiente.

Dove installare il nuovo condizionatore d’aria?

Una domanda che molti spesso si pongono quando decidono di acquistare un nuovo condizionatore è quella relativa alla stanza in cui installarlo. C’è chi preferisce il soggiorno e chi invece desidera posizionarlo nelle camere da letto per dormire più al fresco. C’è chi opta per la cucina e chi invece lo vuole posizionare in corridoio.

Iniziamo Intanto con il dire che posizionare il condizionatore nella parte sbagliata di casa può influire negativamente sul rendimento ma anche aumentare i consumi. Per questo motivo è bene ponderare con calma le stanze e la posizione esatta in cui ubicare un nuovo condizionatore.

I consigli per posizionare il condizionatore nel modo giusto

Un primo consiglio è quello di evitare di posizionare il condizionatore dietro delle tende o dei grandi mobili in quanto ciò impedirebbe all’aria di circolare liberamente. Inoltre, bisogna tenere a mente che il condizionatore è collegato all’unità posizionata sulla parete esterna tramite dei tubi, e per questo è bene collocarlo in prossimità di una parete che dia proprio sulla facciata esterna dell’edificio.

Inoltre, dato che l’aria fredda tende a posizionarsi verso il basso, è bene posizionare in alto il condizionatore così che questo possa diffondersi in maniera uniforme in tutto l’ambiente. A tal proposito non è consigliabile l’installare il condizionatore in corridoio dato che qui gli ambienti sono ristretti e l’aria non avrebbe la possibilità di circolare in maniera corretta, costringendo la macchina ad impiegare maggiori energie per rinfrescare l’aria.

In definitiva il consiglio è quello di posizionare un condizionatore in ogni stanza dando la preferenza a quelle in cui si trascorre la maggior parte del tempo e chiaramente evitando il corridoio.

I condizionatori Mitsubishi sono tra i migliori in commercio ed offrono un design in grado di sposarsi perfettamente con qualsiasi tipo di arredamento, oltre alla fantastica possibilità di essere azionati direttamente tramite il WiFi.

Over Motel: benessere e relax

L’Over Motel è il motel Brianza ideale per quanti desiderano individuare una struttura ricettiva che sia posizionata in maniera strategica che consenta di poter raggiungere Monza e la Brianza, ma anche il centro di Milano in un paio di minuti in auto. La struttura è di recente costruzione, e parliamo di un 4 stelle che mette a disposizione degli utenti ogni tipo di comodità per garantire loro un soggiorno assolutamente piacevole e ristoratore all’interno delle camere. Vi sono Infatti aria condizionata e riscaldamenti, TV, telefono, cassetta di sicurezza e tutti gli accessori da bagno. La cosa più interessante è che alcune delle camere migliori dispongono di una spa privata, quindi ad uso esclusivo della stanza all’interno del quale gli utenti possono concedersi una piacevole pausa di benessere ogni qualvolta lo desiderano, senza limiti di tempo.

Questa piacevole possibilità messa a disposizione dall’Over Motel è ovviamente sempre a disposizione degli utenti, senza limitazioni, ogni qualvolta desiderino concedersi un momento di piacevole di relax facendo l’idromassaggio, una sauna o uno dei trattamenti particolari tra i quale è possibile scegliere. Questo hotel dunque, è ideale sia per quanti si spostano per lavoro che per vacanza, considerando inoltre che è possibile parcheggiare la vettura all’interno di box privati con ingresso adiacente la porta di accesso della camera.

Dunque si avrà sempre la propria vettura a pochi metri di distanza, e grazie ad una tenda motorizzata sarà possibile di volta in volta chiudere la visuale dall’esterno o meno in base alle proprie preferenze. L’hotel mette infine a disposizione la possibilità di richiedere in anticipo determinati tipi di allestimento in camera per rendere l’atmosfera ancora più romantica, particolare e adatta al tipo di serata da trascorre assieme al proprio partner, con relativo effetto sorpresa. È possibile richiedere informazioni o prenotare una camera contattando il recapito telefonico 0395973862.

Il design ed il comfort delle calzature Bruno Bordese

Scopri l’eleganza ed il comfort della calzature Bruno Bordese, marchio che da 25 anni si contraddistingue per l’originalità delle sue creazioni e materiali di grande qualità. Si tratta di prodotti dal design assolutamente inconfondibile ed in grado di arricchire e valorizzare qualsiasi tipo di outfit, in particolar modo quello di chi ama osare e al tempo stesso stupire con il proprio abbigliamento. Una scarpa Bruno Bordese è la scelta giusta per quanti desiderano mantenere un profilo alto seguendo le mode del momento e le tendenze più in voga, mostrando al tempo stesso agli altri parte del proprio carattere. La creatività che caratterizza le calzature Bruno Bordese è il frutto di un accurato lavoro di ricerca di materiali e soluzioni in grado di conferire ad ogni prodotto un design unico e inarrivabile, in grado di fare la differenza, considerando anche la grande resistenza offerta dai materiali impiegati grazie ai quali le calzature sono destinate a durare nel tempo.

Non solo design e materiale performanti ovviamente, ma anche una comodità fuori dal comune ed in grado di coccolare il piede anche se le si indossa e si cammina per parecchie ore al giorno. Ad ispirare le collezioni Bruno Bordese sono principalmente lo stile urbano e quello dei più giovani, ma anche un saper guardare al passato in maniera creativa e artistica. Il saper cogliere importanti aspetti classici e moderni, e applicarli con stile ad ogni calzatura, è il segreto di quel mix perfetto che è possibile ammirare in ogni singola collezione Bruno Bordese. Chi ama apparire e comunicare attraverso il proprio abbigliamento, lasciando che siano anche le scarpe a raccontare qualcosa di noi a quanti ci osservano, apprezza ogni singolo prodotto di queste collezioni così innovative ed in grado di conquistare giovani e meno giovani, uomini e donne accomunati dal desiderio di vestire in maniera ricercata ed in linea con le tendenze del momento.

Cialde Lavazza | Gusto e qualità

Le moderne macchinette per il caffè offrono agli utenti la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti che consentono di ottenere un caffè in maniera molto più rapida rispetto alla moka. Questa vasta possibilità di scelta è un fattore in grado di determinare una certa confusione nei consumatori, i quali finiscono solitamente con l’acquistare ogni volta un prodotto diverso senza mai riuscire a trovare ciò che sia veramente in grado di incontrare i propri desideri e aspettative. Le cialde per il caffè hanno infatti diverse caratteristiche, anche organolettiche, che variano in base alla miscela utilizzata ed alla qualità della stessa. Scegliere quelle giuste significa assicurarsi un prodotto in grado di regalare ogni volta quella piacevole sensazione che si prova quando si sorseggia il buon caffè del bar, quel piccolo piacere quotidiano che tutti desiderano concedersi anche più volte al giorno.

Per essere sicuri di scegliere veramente le migliori, e assicurarsi gusto e cremosità tazzina dopo tazzina, le cialde Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono la soluzione perfetta per te che ami il sapore del buon caffè. Lavazza mette infatti a tua disposizione una vasta gamma di ottime cialde dalle miscele accuratamente selezionate tra le migliori, opportunamente sigillate per garantirti ogni volta il massimo della freschezza e della qualità. Non hai che da scegliere tra le tantissime varianti presenti quella che più incontra i tuoi gusti o che stuzzica il tuo palato: alle miscele più tradizionali infatti (quale ad esempio la qualità Crema e Gusto, quella Rossa o quella Oro) puoi preferire quelle più particolari come quelle al Ginseng e all’Orzo, per iniziare la giornata con la giusta carica di gusto ed energia. Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio quello di regalarti tutta la libertà di bere esattamente il caffè che più ti piace, senza dover mai rinunciare al gusto e alla qualità.

Asciugamani elettrici by Mediclinics

Mediclinics produce da vent’anni asciugamani elettrici che sono diventanti un punto di riferimento nel settore dell’asciugatura delle mani. A differenza dei metodi tradizionali, quali fazzoletti o teli di spugna infatti, questo sistema consente una asciugatura molto più precisa ma soprattutto igienica e rapida. Nessun residuo d’acqua sulle mani dunque, e nessun residuo di carta o possibilità di entrare in contatto con batteri vari. È la soluzione perfetta per tutti coloro che necessitano velocità di servizio (pensiamo alle toilette presenti in aeroporti, stazioni e ospedali ad esempio, in cui è possibile vi sia un gran numero di utenti che necessita di usufruire contemporaneamente dei servizi igienici) e che vogliono al tempo stesso offrire sempre i migliori servizi ai propri clienti, facendoli sentire come a casa anche mentre viaggiano per lavoro o si trovano in albergo, in un centro commerciale o a cena in un ristorante.

Il sito web di Mediclinics mostra all’utente una vasta gamma di asciugamenti elettrici ed altri accessori pensati per l’igiene degli ambienti pubblici, ed in particolare di bagni e spogliatoi:  alcuni prodotti poi, come ad esempio DualFlow, costituiscono gli asciugamani a lama d’aria più moderni e funzionali il settore possa offrire. Sempre con un occhio al risparmio energetico, grazie all’assenza della resistenza, ma non solo. Questo ingegnoso dispositivo risolve infatti anche un annoso problema: quando si utilizzano asciugamani elettrici tradizionali, è frequente constatare la presenza di pozzanghere d’acqua al di sotto di essi, dato che dalle mani cadono comunque alcune gocce d’acqua. L’asciugamano elettrico Mediclinics è dotato invece di un sistema ad imbuto che raccoglie le gocce d’acqua e le convoglia all’interno di un serbatoio, garantendo così il massimo della pulizia anche in tutta l’area circostante. Quando il serbatoio sarà quasi pieno il gestore verrà avvisato da un segnale acustico e visivo, così da consentire il facile intervento di svuotamento dello stesso.

In un blog dove trattiamo di salute ed igiene, non potevamo non promuovere un’azienda che fa del “green” la propria caratteristica distintiva.

SEO e FUNNEL: due concetti fondamentali del web marketing

Il web marketing, si sa, è oggi una delle forme di “pubblicità” più remunerative: chiunque, di ogni età e ceto sociale, utilizza ormai un pc, un tablet o uno smartphone, e chiunque utilizza i motori di ricerca (Google in primis) per cercare informazioni su un servizio, un prodotto o altro. In Italia, poche aziende seguono con coerenza e la giusta attenzione la propria presenza web, limitandosi spesso ad avere un sito vetrina, mal posizionato se non quasi invisibile su parole chiave particolarmente competitive, lasciando di fatto a pochi tutta la mole di ricerche che gli utenti, quotidianamente, svolgono online. WebSenior, una web agency a Monza, segue progetti di sviluppo e posizionamento di siti web, oltre a presenza sui social network ed altre attività di web marketing, e ci spiega quanto segue. “Il concetto fondamentale che sta alla base del successo di un progetto di web marketing, sia esso SEO, SEM o qualsiasi altra azione, è il funnel. Questo può essere riassunto nel concetto di “imbuto”: per forza di cose, potranno essere molti gli utenti che cercano il mio prodotto o servizio, ma solo una minima parte di essi arriverà a contattare proprio me.

Il processo di conversione passa da molti, fondamentali aspetti: quali ricerche intercetto, come mi posiziono su di esse, quale messaggio comunico per spingere l’utente a cliccare sul mio sito … Ed ancora: come lo accolgo, come lo porto a generare una richiesta, e molti altri dettagli che fanno la differenza. Quando seguiamo un progetto web, quindi, ci preoccupiamo non di arrivare al maggior numero di persone possibile, ma di arrivare a quelle giuste, a quelle che effettivamente stanno cercano me”. In sostanza, il messaggio che passa è: non è sufficiente concentrarsi sulla visibilità, sull’essere in prima pagina per 100 keyword, ma bisogna capire bene quale potrà essere il mio campo di battaglia, e dare il meglio su quello. Struttura una buona landing page per quel particolare tipo di ricerca e di utente, e coinvolgerlo nel mio sito web. Certo la SEO è indispensabile, perchè se nessuno mi trova tutto il resto è superfluo … ma non è l’unica cosa che conta.

Italia, perchè le donne medico sono ancora poche?

Le donne medico nel nostro Paese sono in aumento, e sono anche bravissime. Però, a oggi, sono in numero nettamente inferiore ai colleghi uomini. Perchè esiste questa differenza, questo gender gap in una professione così importante? A simili quesiti ha risposto una recente ricerca condotta da Univadis Medscape Italia – il portale di informazione per i professionisti della salute con notizie, strumenti, aggiornamenti e formazione continua per la classe medica – che ha indagato a che punto siamo nel nostro Paese in tema di gender equity in medicina. Che ha evidenziato, purtroppo, che ancora oggi esistono delle disparità di genere tra i professionisti sanitari in termini di opportunità di carriera, di trattamento sul luogo di lavoro e addirittura di credibilità agli occhi dei pazienti.

Differenze nelle opportunità di carriera

Il sondaggio, condotto on line su su 1.779 intervistati ( 999 maschi e 780 femmine), sottolinea che la progressione della carriera ha lo stesso interessa da parte dei due generi. Però con delle differenze sostanziali nella realtà dei fatti:  il 44% delle donne si sente penalizzata contro il solo 10% degli uomini. L’impatto sembra attenuarsi nel caso del reddito, forse anche per le caratteristiche del campione, per lo più composto da medici dipendenti o convenzionati con il servizio pubblico, dove lo stipendio non è oggetto di contrattazione individuale.

Gli effetti del gender gap

A ribadire che esista un gender gap nella professione medica sono i numeri e le risposte fornite dal panel intervistato. I rappresentanti maschili del campione sono divisi quasi a metà tra chi ha un ruolo direttivo e chi no, fatto che non vale per il sesso femminile: solo 1 donna su 3 ricopre un ruolo apicale, mentre circa il 48% riferisce di aver personalmente subito un trattamento diverso sul luogo di lavoro perché donna. Questo sentimento risulta preponderante nella generazione X (nate tra 1981 e il 2000), probabilmente più consapevole dei propri diritti rispetto alle generazioni precedenti. Anche in questioni in cui teoricamente la qualità scientifica dovrebbe essere l’unico metro di giudizio, le donne hanno la chiara percezione di partire svantaggiate: oltre 1 su 5 trova ingiustificate difficoltà a pubblicare nella letteratura scientifica e 1 su 3 a essere invitata a presentare le proprie ricerche in un consesso di colleghi.

Il ruolo dei pazienti

Ma le dottoresse si sono sentite “giudicate” anche dai pazienti: l’indagine rivela che le donne medico vengono spesso confuse con altri professionisti sanitari – come ad esempio gli infermieri – e hanno una minore credibilità agli occhi del malato, del loro accompagnatore e a volte dei colleghi uomini, specialmente se il rapporto lavorativo è occasionale.

Nel 2022 scatta il limite all’uso di denaro contante

A partire dal 1° gennaio 2022 viene fissato un nuovo limite all’utilizzo dei contanti, che da duemila euro scenderà a 999,99 euro quindi. Questa la cifra massima utilizzabile per chi vorrà pagare ancora in modo ‘tradizionale’. Un limite che si applica non solo alle vendite, ma anche a qualsiasi altro passaggio di denaro tra soggetti diversi, come le donazioni e i prestiti. Ma cosa succede in caso di prelievi con il bancomat e versamenti in banca? Secondo Laleggepertutti.it il presupposto su prelievi e versamenti in banca è che “non c’è alcun trasferimento della proprietà del denaro: l’istituto di credito è un semplice depositario. È come se i soldi non uscissero mai dalla disponibilità del relativo titolare”. Ma solo per società e imprenditori viene fissato un limite mensile ai prelievi di 10.000 euro. 

Quando scattano i controlli?

“I controlli fiscali – continua Laleggepertutti.it – scattano solo sui versamenti di contanti sul conto corrente, sia bancario o postale. Questo perché l’articolo 32 del Testo Unico sulle Imposte sui redditi stabilisce che tutti i movimenti in entrata sul conto si presumono redditi salvo prova scritta contraria. Il contribuente quindi si trova dinanzi a una scelta tutte le volte in cui versa contanti o riceve un bonifico: o ‘denuncia’ tale somma nella propria dichiarazione dei redditi, andando così a pagare le tasse ma non rischiando nulla, oppure deve essere pronto a difendersi da un’eventuale richiesta di chiarimenti”. Questa difesa deve essere rivolta a dimostrare che la somma versata o incassata è il frutto di redditi esentasse, come donazioni o risarcimenti, o già tassata alla fonte, come una vincita al gioco.

Segnalazione obbligatoria se i prelievi superano 10.000 euro mensili 

Quando la somma prelevata in contanti è ingente, continua Laleggepertutti, “potrebbe succede che la banca chieda chiarimenti al proprio cliente circa la destinazione del denaro”, che dovrà autocertificare per quali spese verranno utilizzati i contanti. È poi prevista una segnalazione obbligatoria alla Uif (l’Unità di informazione finanziaria) quando i prelievi, nell’arco dello stesso mese complessivamente superano 10.000 euro. Ciò vale anche se si tratta di prelievi frazionati in più operazioni di importo inferiore. La segnalazione viene fatta non per una questione fiscale ma per un controllo sulle attività illecite, quindi, non scatteranno controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il limite esiste sole per le società

I controlli sui prelievi non sussistono per la generalità dei contribuenti, sono invece previsti per imprenditori e società. Per questi ultimi esiste il tetto di 1.000 euro giornalieri e comunque di 5.000 euro mensili. Al di sotto di questi importi non si rischia nulla. Superato invece tale tetto, l’Agenzia delle Entrate pretende la dimostrazione della destinazione della somma, e in caso di assenza di prove, avvia il recupero a tassazione del denaro che si presume destinato a investimenti in nero.

Gdo e acquisti biologici online: +67% in un anno

Gli italiani preferiscono i prodotti bio: nel 2021 sono 23 milioni le famiglie che consumano prodotti alimentari biologici, 10 milioni in più rispetto al 2012. Di pari passo, continuano a crescere anche gli acquisti di questi prodotti, sia sul mercato interno, per un valore di 4,5 miliardi di euro (+234% rispetto al 2008), sia sui mercati internazionali, dove il valore dell’export bio italiano sui mercati esteri si attesta a 2,9 miliardi di euro, il 671% in più rispetto al 2008. Il 2021, poi, ha consolidato i già positivi risultati del 2020, con un’ulteriore crescita del 5% in un solo anno. A quanto emerge dall’Osservatorio Nomisma, le performance più brillanti riguardano le vendite online veicolate dalla grande distribuzione, tanto che nel corso del 2021 questo canale ha raggiunto una dimensione pari a 75 milioni di euro, segnando una crescita del 67% in un solo anno. Un ulteriore balzo che conferma la tendenza registrata ai tempi del lockdown.

Vendite bio nell’e-grocery: +214% durante il lockdown

A cambiare radicalmente le abitudini di consumo degli italiani è stata la pandemia. Rispetto allo stesso periodo del 2019, le vendite bio nell’e-grocery sono cresciute del +214% durante il periodo di lockdown, e tra maggio e agosto 2020 le vendite di alimentari bio hanno continuato a correre (+182%, rispetto allo stesso periodo 2019) fino alla conferma registrata nel 2021 (+67%). Per questo motivo, FederBio Servizi e Nomisma Digital hanno deciso di unire le forze per sostenere l’intero settore biologico italiano, lanciando il progetto e-BIO, una piattaforma di servizi in grado di rispondere alle esigenze di sviluppo degli strumenti e delle strategie di e-commerce delle aziende biologiche, riporta Askanews.

Una sfida per le aziende del mondo biologico

“L’aumento dei consumi bio, la crescente attenzione degli italiani verso i temi di salute e sostenibilità e le nuove opportunità derivanti dalle politiche rivelano una sfida che le aziende del mondo biologico devono riuscire a cogliere europee – spiegano i promotori -. Il settore del biologico ha infatti delle specificità che vanno tenute presenti se si vogliono cogliere appieno le opportunità che oggi sono presenti sul canale e-commerce e che possono essere intercettate pienamente solo avendo una approfondita conoscenza del prodotto, del mercato, del consumatore e del processo di vendita online”.

L’e-commerce è sempre più strategico per il settore agroalimentare

La mission di e-BIO è quindi quella di supportare il sistema agroalimentare italiano e i suoi attori per cogliere pienamente le opportunità di sviluppo delle produzioni biologiche, riferisce il Sole 24 Ore. “Il canale e-commerce diventa un asset sempre più strategico – commenta Silvia Zucconi, responsabile market intelligence Nomisma -: il trend positivo continuerà anche nei prossimi anni, considerata la progressiva crescita degli acquirenti online e le caratteristiche del profilo del consumatore bio. La transizione digitale delle imprese agroalimentari diventa così un asset imprescindibile”. 

La digital life semplifica la vita degli italiani

Il 70,4% degli italiani ritiene che la digitalizzazione abbia migliorato la qualità della vita, semplificando tante attività quotidiane. Nell’Italia post-pandemia per il 74,4% degli utenti è infatti ormai abituale l’uso combinato di una pluralità di device, e il luogo dal quale ci si connette non ha più importanza: il 71,7% degli utenti svolge ovunque le proprie attività digitali, e il dato sale al 93% tra i giovani.  Anche gli orari sono relativi, con il 25,5% che naviga spesso di notte, e tra i giovani il dato sale al 40%. In questo scenario così avanzato, dove la digital life sembra avere semplificato la vita della maggior parte delle persone, si contano però ancora 4,3 milioni di utenti di dispositivi senza connessione. È quanto emerge dalla ricerca La digital life degli italiani, realizzata dal Censis in collaborazione con Lenovo.

II 90,3% possiede device in linea con le proprie esigenze

Se da un lato sono complessivamente 22,7 milioni gli italiani che lamentano qualche disagio in casa, con stanze sovraffollate in cui è complicato svolgere le proprie attività digitali (14,7 milioni) o connessioni lente o malfunzionanti (13,2 milioni), dall’altro, il 90,3% dichiara di possedere device in linea con le proprie esigenze. Il 71,1% ha una connessione casalinga ben funzionante, e il 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha uno spazio in cui svolgere le proprie attività digitali. Inoltre, il 69,4% si sente sicuro quando effettua pagamenti online, e il 55,6% utilizza almeno qualche volta i servizi cloud.

Anche la vita di coppia si ‘digitalizza’

Se il 55% degli italiani è convinto che la vita di coppia abbia tratto beneficio dalle opportunità offerte dai dispositivi digitali, anche nel rapporto a due si ridefiniscono nuovi equilibri in questa fase di transizione. Il 42,7% dimostra una grande fiducia nel partner e condivide con la dolce metà le password del telefono cellulare, dell’e-mail e dei profili dei social network. Ma sono 14 milioni gli italiani che si lamentano per il tempo eccessivo che il compagno o la compagna passa al cellulare. E sono 7 milioni quelli che rivelano di essersi sentiti gelosi a causa delle interazioni social del proprio partner. Inoltre, 6 milioni spiano le attività del partner sui social, e 12 milioni confessano di visitare anche le bacheche degli ex.

Ma c’è chi non è a proprio agio nell’ecosistema digitale

Complessivamente, 24 milioni di italiani non sono pienamente a loro agio nell’ecosistema digitale. E se 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni hanno difficoltà con la posta elettronica e con i social network. Inoltre, 7 milioni hanno difficoltà con la navigazione sui siti web, 7 milioni con le piattaforme di streaming per eventi sportivi, film e serie tv, e 6 milioni hanno difficoltà con l’e-commerce. Oltre a questi, 5 milioni non sanno fare i pagamenti online, e 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali.

Stangata d’autunno per colpa dei rincari: dalla benzina alla spesa

Ci aspetta un autunno decisamente caldo, almeno per quanto riguarda le spese extra che ci troveremo tutti ad affrontare. La “colpa”? Dell’impennata dei prezzi di diversi prodotti e servizi, che inciderà e non poco sul budget delle famiglie italiane. Stando alle prime stime, come prevede il Codacons, potremmo aspettarci una stangata di 768 euro a nucleo: mica poco. In effetti, tra la crisi legata alla produzione delle materie prime e a diversi altri fattori, le spese sono destinate ad aumentare, con un effetto a cascata. Si preannuncia pertanto una stagione di aumenti, come non succedeva da anni: secondo l’Associazione dei consumatori, i prezzi al dettaglio a settembre, in base ai dati definitivi resi noti dall’Istat, hanno registrato un balzo al +2,5% raggiungendo i livelli più alti dal novembre del 2012.

Allarme rincari, i conti in tasca alle famiglie

“I numeri dell’Istat confermano in pieno l’allarme rincari lanciato dal Codacons e rappresentano una minaccia sul fronte dei consumi – spiega l’Associazione -. L’inflazione al 2,5% produce un aggravio di spesa su base annua, considerata la totalità dei consumi di un nucleo, pari a +768 euro a famiglia, con un vero picco per i trasporti che registrano a settembre un aumento tendenziale del +7%: in pratica una famiglia con due figli solo per gli spostamenti deve mettere in conto una maggiore spesa pari a +378 euro annui. Una fiammata dei prezzi che rischia di frenare la crescita dei consumi e rallentare la ripresa economica del paese”.

Una stangata “destinata ad aggravarsi”

Purtroppo le previsioni a breve termine non sono incoraggianti per quanto concerne i conti in tasca ai nostri connazionali, anzi.  Come rivela il Codacons, “la stangata d’autunno, purtroppo, è destinata ad aggravarsi. I rincari delle bollette luce e gas scattati ad ottobre e la corsa senza freni dei carburanti alla pompa avranno un impatto fortissimo sull’inflazione, con i prezzi al dettaglio che continueranno ad aumentare in numerosi comparti, compresi gli alimentari. Per tale motivo rivolgiamo un appello al Governo Draghi affinché, dopo le bollette dell’energia, intervenga anche sulla tassazione che vige su benzina e gasolio, tagliando Iva e accise allo scopo di contenere la crescita dei prezzi al dettaglio e salvaguardare le tasche delle famiglie”. L’intervento sulla tassazione consentirebbe alle famiglie italiane di rientrare, almeno in parte, di questo exploit di aumenti che riguardano gli aspetti necessari della vita quotidiana, come andare a scuola e al lavoro o fare la spesa.

Podcast, un format giovane che diventa sempre più grande

Nel sempre più vasto mercato del Digital Audio, i podcast continuano a mantenere una posizione di primissimo piano. Lo testimonia la terza edizione dell’indagine “Ipsos Digital Audio Survey”, condotta appunto dall’omonima società di ricerche di mercato (Ipsos). Già nei due anni precedenti il podcast era stato protagonista dell’indagine e ora si consolida ulteriormente quale format che continua a generare grande interesse. Anche se, sottolinea il report, “rischiava di essere oscurato da definizioni poco chiare e misurazioni confuse”. Proprio per questa ragione la ricerca di Ispos vuole essere un punto di riferimento del settore e un tassello importante per lo sviluppo della audio strategy di chi produce contenuti. 

Cosa piace del podcast

In base ai dati, si scopre che i podcast sono uno strumento particolarmente efficace per valorizzare “le produzioni di qualità e rappresentano un contesto potenzialmente ‘ospitale’ per le comunicazioni di brand, poiché offrono un’esperienza di fruizione attenta, coinvolta, immersiva, sicura”. In particolare, è un format apprezzato delle fasce più giovani degli utenti, sebbene ci siano delle evoluzioni. Questi i dati rispetto ai fruitori: il 44% è composto da under 35, ma nel 2021 crescono anche i target adulti, laureati (27%) e professionisti (13%). Anche se con l’evoluzione anagrafica si attenua leggermente la loro connotazione da “early adopter” (i primi a adottare nuove tecnologie, preferenza per prodotti premium), gli utenti podcast si confermano consumatori più responsabili e ricettivi della media.

L’ascolto? Soprattutto sullo smartphone

Lo smartphone si rafforza ancora come dispositivo più usato per ascoltare podcast (79%), il computer (43%) resta al secondo posto, ma in calo, così come i tablet (26%). Il luogo elettivo di ascolto rimane decisamente la casa (81%), seguita a distanza dalla macchina (29%) e dall’ascolto in strada/camminando (23%), mentre la fruizione sui mezzi di trasporto (19%) è ancora in calo (coinvolgeva il 26% degli utenti nel 2019), probabile frutto dell’impatto della pandemia sulla mobilità. L’ascolto podcast avviene mentre si svolgono altre attività in contemporanea (80%), con un andamento da monitorare in futuro e tra le piattaforme utilizzate per ascoltare podcast, la Digital Audio Survey nel 2021 evidenzia che Spotify è la piattaforma più usata seguita da YouTube. ma come vengono scelti i contenuti da ascoltare? Soprattutto in modalità  pull, con l’utente che decide di ascoltare dopo avere cercato in internet un argomento che lo interessava (34%), ma aumenta anche la percentuale – specie fra i giovanissimi fra i 16 e i 25 anni – che si avvicina a specifici podcast grazie al passaparola sui social.

La scuola diventa una seconda casa per 9 genitori su 10

La scuola è come una seconda casa, un luogo in cui relazioni, affetti e inclusione trovano spazio. Un po’ come nel proprio soggiorno. È quanto ha scoperto un’indagine condotta da St. Louis School, la scuola internazionale parte del Gruppo Inspired, insieme ad AstraRicerche. L’indagine ha coinvolto 800 genitori di bambini tra i 4 e i 12 anni, e fa emergere come i bambini a scuola si sentano a casa. Secondo i genitori i propri figli vedono la scuola come luogo delle relazioni (49%), uno spazio in cui si è liberi di esprimersi (35%) e appunto come una seconda casa (33%).

Ispirarsi alle mura domestiche per invogliare a frequentare le lezioni

Secondo 9 adulti su 10 è fondamentale che il proprio figlio a scuola si senta come a casa. Stando al 53% delle famiglie, il sentirsi come a casa porterebbe i bambini a sviluppare un senso di appartenenza che li invoglierebbe maggiormente a frequentare la scuola. Una percentuale minore attribuisce importanza a questo aspetto perché si tratta del luogo in cui il figlio trascorre la maggior parte della giornata (39%), mentre per il 34% la caratteristica ‘casalinga’ della scuola è fondamentale perché non rappresenta solo un luogo in cui ci si istruisce, ma dove ci si prepara a vivere nel mondo e si matura. Proprio per questo, la scuola dovrebbe ispirarsi alle mura domestiche, e nello specifico, al soggiorno. 

Un luogo di divertimento intelligente, oltre che di istruzione

Emerge sempre di più, inoltre, come le famiglie italiane non considerino l’ambiente scolastico impersonale e privo di significato, ma esattamente il contrario.
Secondo l’83%, è molto importante che questo sia anche un luogo in cui educare all’interazione con gli altri e dove valorizzare le diversità. Per l’82% dei genitori è molto importante che sia anche luogo di divertimento intelligente, oltre che di istruzione, dando agli insegnanti anche il compito di educazione al gioco, soprattutto i più piccoli, che attraverso le dinamiche ludiche imparano a relazionarsi con l’altro, a rispettare le regole, a dialogare, e naturalmente, a usare l’immaginazione.

L’ambiente giocoso favorisce l’apprendimento

Secondo i genitori le aule della scuola devono essere stimolanti per la fantasia (l’83% indica come molto o abbastanza importante questo aspetto), e comunicare un senso di parità tra gli alunni (l’81% lo ritiene molto o abbastanza importante). Inoltre, 8 genitori su 10 ritengono che un ambiente giocoso favorisca l’apprendimento. E giudicano molto o abbastanza importante che le classi abbiano soluzioni per le idee non strettamente legate agli aspetti scolastici, o spazi per condividere le idee (78%). La maggioranza dei genitori (80%), poi, definisce molto o abbastanza importante che le classi siano stimolanti per la vista e perfino per il tatto (73%).

Vacanze, gli italiani acquistano prodotti tipici come souvenir

Quali sono i souvenir preferiti dagli italiani di ritorno dalle vacanze 2021? I prodotti tipici locali. Tanto che oltre un italiano su 2 (53%) in vacanza ha acquistato prodotti tipici a sagre e manifestazioni enogastronomiche. Dopo i limiti imposti dalla pandemia si evidenzia la tendenza dei vacanzieri a gratificarsi con l’acquisto di prodotti per prolungare tra le mura domestiche le esperienze enogastronomiche vissute, magari facendole assaggiare anche ad amici e parenti. Nella seconda estate del Covid, appena il 13% degli italiani è tornato a mani vuote dalle ferie, e se la pandemia spinge verso le spese utili i prodotti tipici vincono su tutte le altre scelte. Dopo i prodotti tipici, al secondo posto tra i souvenir delle vacanze si classificano prodotti artigianali, seguiti da gadget, portachiavi, magliette. Lo ha scoperto un’indagine Coldiretti/Ixè divulgata dopo il ritorno della grande maggioranza degli italiani nelle proprie case.

Formaggi, salumi, vino e olio extravergine d’oliva

Tra le specialità più acquistate primeggiano i formaggi, davanti a salumi, vino e olio extravergine d’oliva. Va forte anche il “ricordo virtuale”, con quasi un italiano su cinque (19%) che posta sempre, o spesso, sui social fotografie dei piatti consumati al ristorante o preparati in cucina durante le vacanze estive. L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza recente, sottolinea la Coldiretti, favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

Un ruolo importante è rappresentato dai piccoli borghi

Il 59% degli italiani in vacanza nel Belpaese, precisa la Coldiretti, ha deciso di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometro zero, direttamente dai produttori, e così ottimizzare il rapporto prezzo/qualità. Secondo l’indagine Coldiretti/ Ixè, un ruolo importante in tutto ciò è rappresentato dai piccoli borghi, dove nasce il 92% delle produzioni tipiche nazionali, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche.

La tavola si classifica come la voce principale del budget delle famiglie in ferie

La ricerca dei prodotti tipici è diventato un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come l’Italia, leader del turismo enogastronomico e con l’agricoltura più green d’Europa. Oltre a 316 specialità a indicazione geografica riconosciute a livello comunitario, e 415 vini Doc/Docg, 5266 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, l’Italia conferma anche la leadership nel biologico, con più di 80 mila operatori biologici e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica. La tavola si classifica quindi come la voce principale del budget delle famiglie in ferie in Italia, con circa un terzo del totale destinato al consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquisti di cibo di strada, specialità enogastronomiche o, appunto, souvenir.

Gli effetti della pandemia sul mercato del lavoro: i dati Istat

La pandemia ha avuto effetti pesantissimi sulle condizioni economiche degli italiani, colpendo in particolare modo famiglie e individui già in condizioni precarie. Tanto che nel 2020 si contano oltre 2 milioni di famiglie in povertà, con un’incidenza passata dal 6,4 del 2019 al 7,7%, e oltre 5,6 milioni di individui, in crescita dal 7,7 al 9,4%. A tracciare questo scenario preoccupante è il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, che a fine luglio 2021 ha diffuso i dati relativi alle conseguenze economiche del Covid nel nostro Paese. Ma, oltre alla capacità finanziaria e di spesa dei cittadini è mutato profondamente anche il mercato del lavoro.

L’occupazione deve ancora recuperare 

In merito alla situazione lavoro, ha detto Blangiardo, “La crisi ha colpito duramente il mercato del lavoro. L’occupazione – in crescita tra il 2014 e il 2019 a ritmi via via meno intensi – è diminuita drasticamente nel 2020 a seguito degli effetti recessivi della pandemia, i cui contraccolpi si sono estesi fino a gennaio 2021; da febbraio, l’occupazione è tornata a crescere, seppure in modo graduale. Restano da recuperare ancora 735mila posti di lavoro. Il numero di occupati – ha detto – ha subìto la prima decisa contrazione nei mesi di marzo e aprile 2020, per poi mantenersi stabile nei due mesi successivi e mostrare segnali di recupero tra luglio e agosto; da settembre, tuttavia, è tornato a diminuire, raggiungendo un minimo a gennaio 2021 (-916mila occupati rispetto a febbraio 2020). Tra febbraio e maggio 2021, il numero di occupati è cresciuto progressivamente e ha raggiunto i 22 milioni 427mila (+180mila, +0,8% rispetto a gennaio 2021), un livello comunque inferiore di 735 mila unità (-3,2%) rispetto a quello pre-pandemia (febbraio 2020) e prossimo ai livelli occupazionali registrati a metà 2015”.

Gli eventi Cig

“Nel corso del 2020 – ha concluso Blangiardo – sono stati coinvolti in eventi Cig oltre il 40% dei 15,7 milioni di dipendenti del settore privato extra-agricolo residenti in famiglia. Si tratta di circa 6,8 milioni di individui con eventi Cig in almeno una settimana dell’anno. La durata media è pari a circa il 15,4% delle settimane con copertura contrattuale nel 2020. Il valore mediano di questa misura dell’intensità della Cig è stato nel 2020 di poco superiore all’11%, mentre per oltre un quinto di tali individui l’intensità è stata superiore al 20%: si tratta dunque di una distribuzione con una accentuata asimmetria”.
C’è però da sottolineare, e questo finalmente è un dato positivo, che negli ultimi due trimestri c’è stato un deciso rientro, che regala qualche sprazzo di ottimismo per i mesi venire.

Auto nuova, quali sono i criteri di scelta? Gli italiani si focalizzano soprattutto sui costi

Anche in tempi di pandemia, gli italiani non rinunciano alla passione tipicamente tricolore per le auto. Tanto che il mercato dell’auto sta rapidamente riprendendo quota. Ma quali sono gli aspetti fondamentali su cui si concentrano i nostri connazionali prima di effettuare l’acquisto? Ovvero, quali sono i criteri di scelta? L’indagine di Facile.it e MiaCar condotta su un campione rappresentativo dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat rivela che al primo e secondo posto si piazzano rispettivamente prezzo e consumi.

Attenti al portafoglio

Gli italiani, quindi, sono attenti al portafoglio, specie quando si tratta di un investimento importante come lo è l’acquisto i una macchina nuova. Tanto che ben 1 automobilista su 2 ha dichiarato di aver comprato l’auto in base al costo. Come quasi sempre, sono le signore le più attente al budget (51,4% vs 48,4%), così come gli over 65 (56,4%). Gli uomini e i giovani sono invece quelli meno interessati al prezzo. In ogni caso, la questione portafoglio è importante anche per la seconda voce di questa classifica, che vede i consumi come il secondo aspetto più importante per i compratori. Il 37,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli uomini (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli under 24 (40,7%). 

Il budget conta

Ritorna l’aspetto economico anche al quinto posto, preceduto di poco dalla marca del veicolo, importante per il  32,7% del campione, e dall’estetica del mezzo: appena fuori dal podio c’è infatti la voce spese di gestione, che guida le scelte del 18% della popolazione italiana al volante. Qualche piccola differenza fra le priorità espresse da uomini e donne c’è: le signore preferiscono le city car o comunque le auto piccole, mentre i signori sono maggiormente interessati alle dotazioni tecnologiche di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla potenza del motore (16,1% vs 9,2%). Solo il 14,2% dei rispondenti ha indicato lo spazio dell’abitacolo tra i criteri più importanti nella scelta dell’auto, mentre ancor meno, il 13,8%, guarda alle dimensioni del bagagliaio, percentuale che però sale a quasi il 20% nella fascia di rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

Le informazioni si cercano in rete

Prima di acquistare, però, gli italiani vogliono informarsi su modelli e prestazioni. E dove lo fanno? Al primo posto c’è internet, usato da più di 6 rispondenti su 10. In particolare, si consultano i siti delle case automobilistiche (38,5%), i siti di informazione (27,6%) e quelli di annunci (15,4%); solo il 9%, invece, lo fa tramite social network.