Le vacanze estive rappresentano per la maggior parte degli italiani un’occasione per staccare dalla routine quotidiana, dedicandosi al relax, senza obblighi né orari. Tuttavia, il rientro al lavoro dopo le ferie può essere complesso e faticoso, portando a sperimentare la cosiddetta ‘sindrome post-vacanze’, caratterizzata da apatia, stanchezza, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stress e tristezza. Per evitare questo disturbo, Lidia Molinari, People Advisor Director di Adecco, offre una lista di suggerimenti per prepararsi al meglio al ritorno al lavoro senza stress.
Riprendere la routine gradualmente
Se hai viaggiato durante le vacanze, programma il tuo ritorno a casa alcuni giorni prima del rientro in ufficio. Questo ti darà il tempo di adattarti nuovamente alla routine, riposarti, mettere in ordine gli affari personali, pianificare i pasti e sistemare la casa, in modo da affrontare il lavoro in modo più sereno. Se hai cambiato gli orari durante le vacanze, cerca di ripristinare gradualmente il tuo ritmo sonno-veglia per abituarti al ritmo di lavoro senza stress. Alzarsi prima del solito ti darà più tempo al mattino, contribuendo a iniziare la giornata senza fretta.
Gestire il carico di lavoro
Al tuo ritorno in ufficio, concentrati su compiti leggeri e meno impegnativi nei primi giorni per rientrare gradualmente nel lavoro senza sentirsi sopraffatti. Organizza le giornate, stabilisci obiettivi realistici e dai priorità alle attività per evitare ansia e pressioni. Ricorda di concederti pause regolari per rilassarti, recuperare energie e ridurre lo stress.
Comunicare con i colleghi
Riprendi il dialogo con i tuoi colleghi e il tuo responsabile per allinearti sui progetti e i compiti lasciati in sospeso durante le ferie, evitando sorprese e ansia. Continua a coltivare le relazioni con i collaboratori per migliorare il tuo umore, entusiasmo e motivazione.
Organizzare attività ricreative
Prevedi attività di svago durante la settimana lavorativa, come uscite al cinema, cene con gli amici o passeggiate al lago, per rendere il ritorno al lavoro più sopportabile e ritrovare il buonumore.
Intraprendere nuovi progetti
Avvia un nuovo progetto personale o professionale che ti entusiasmi, rendendo la routine più interessante e favorendo lo sviluppo di nuove competenze. Potresti iscriverti a lezioni di cucina, migliorare una lingua straniera o imparare a suonare uno strumento. Se desideri investire nel tuo futuro professionale, considera corsi di formazione per acquisire nuove competenze e promuovere la tua crescita.
Prendersi cura di corpo e mente
Mantieni uno stile di vita sano, con esercizio fisico e una dieta equilibrata che fornisca energia per ridurre lo stress e mantenere la salute fisica e mentale. La meditazione e la mindfulness possono essere utili per affrontare momenti difficili o situazioni pesanti. con questi consigli, il ritorno al lavoro dopo le vacanze estive può diventare un processo più agevole e meno stressante.
L’idea di avere una vasca jacuzzi con idromassaggio nel proprio giardino può essere molto allettante per tutti noi.
Chiaramente, prima di prendere una decisione importante come questa, è importante considerare se il proprio giardino sia adatto all’installazione di una vasca di questo tipo.
I fattori da considerare sono infatti parecchi e non riguardano esclusivamente la vasca in sé ma anche tutto ciò che la circonda in giardino, per questo di seguito approfondiremo ogni aspetto in merito.
La prima cosa da considerare è lo spazio disponibile in giardino per l’installazione.
Le vasche idromassaggio possono variare in dimensioni, quindi è importante sceglierne una che si adatti agli spazi disponibili nel tuo giardino o spazio esterno.
In generale, una vasca idromassaggio richiede uno spazio di almeno 2 metri per 2 metri, ma è importante considerare anche lo spazio necessario per l’accesso alla vasca e per eventuali accessori come gli scalini.
La posizione esatta in cui collocare la piscina jacuzzi da esterno è un altro fattore molto importante importante da considerare.
La vasca deve essere installata su un terreno solido e livellato, in modo da garantire una base stabile per la vasca (ed evitare problemi di scivolamento del terreno) e prevenire anche eventuali problemi di drenaggio.
Inoltre, è importante scegliere una posizione che offra una certa privacy, in modo da poter utilizzare la vasca senza essere disturbati.
Bisogna anche tenere presente che la posizione della vasca idromassaggio rispetto agli alberi nel giardino è un altro fattore da considerare.
Se la vasca viene posizionata troppo vicino agli alberi infatti, le foglie che cadono durante il corso dell’anno (o semplicemente in Estate) possono sporcare l’acqua della vasca, rendendo poi necessaria una pulizia più frequente.
Inoltre, le radici degli alberi possono creare problemi strutturali alla vasca a lungo termine, per cui è consigliabile posizionarla ad una certa distanza dagli alberi per sicurezza.
In questo modo, si potrà utilizzare la vasca senza doverla pulire continuamente a causa delle foglie o altro tipo di sporcizia legata alla vicinanza con alberi o altro tipo di arbusti.
Il sistema di drenaggio consente alla vasca di potersi svuotare rapidamente ed in qualsiasi momento.
Questo tipo di operazione può essere necessaria a seguito di un evento che va ad inquinare l’acqua (ad esempio liquido o oggetto sporco che cade all’interno della vasca), oppure quando si decide di effettuare semplicemente uan di quelle operazioni di pulizia che si effettuano nel corso dell’anno.
È importante per questo accertarsi che la vasca sia dotata di un sistema di drenaggio adeguato per consentire di effettuare facilmente queste operazioni.
Per l’installazione di una vasca idromassaggio è necessario fare in modo che ci sia la possibilità di collegare la struttura alle linee d’acqua ed elettrica.
La vasca deve poter essere riempita facilmente ma anche riscaldata, quindi è importante avere un punto di accesso nelle vicinanze.
Chiaramente, è importante assicurarsi che l’impianto elettrico sia a norma così da consentire di poter usare la vasca rispettando tutti i requisiti di sicurezza.
Per far si che duri a lungo, è bene effettuare la necessaria manutenzione alla vasca idromassaggio nel corso dell’anno.
La vasca richiede una pulizia regolare e la sostituzione dei filtri per garantire che l’acqua sia sempre pulita e sicura. Inoltre, è possibile sia necessaria anche la manutenzione di componenti come i getti, i riscaldatori e le pompe.
In conclusione, l’installazione di una vasca idromassaggio nel proprio giardino può essere un’ottima idea per chi cerca di creare un’area relax all’aperto.
È sufficiente considerare tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato in questo articolo per prendere una decisione informata e consapevole, e fare in modo da poter adoperare la vasca per tanti anni ed in piena sicurezza.
Il Centro Studi di Confindustria ha evidenziato un’ulteriore moderazione della crescita dell’Italia nel secondo trimestre dell’anno, segnalando un indebolimento dopo un buon inizio d’anno. Sebbene il settore dei servizi mantenga una situazione solida e continui a guidare lo sviluppo, l’industria e il settore delle costruzioni sono meno solidi. Secondo l’indice Rttt, sviluppato dal Csc in collaborazione con TeamSystem, si è registrata una frenata del fatturato in tutti i settori nel mese di aprile. Nonostante il calo dei prezzi del gas abbia fornito un impulso positivo, i consumi e gli investimenti sono ancora pesantemente influenzati dall’inflazione e dall’aumento dei costi del credito. L’export è fermo a causa della frenata registrata a livello mondiale.
L’inflazione italiana rimane “persistente”
L’inflazione italiana rimane “persistente”. Ad aprile, infatti, l’inflazione ha interrotto il suo calo, registrando un aumento del 8,2% su base annua rispetto al +7,6% precedente. Tuttavia, si prevede che la tendenza al ribasso continuerà grazie al calo dei prezzi del gas (34 euro/mwh a maggio) e all’effetto pienamente avvertito dell’aumento dei tassi di interesse. I prezzi dei beni di consumo alimentari rimangono comunque in tensione con un aumento dell’11,8%, ma si prevede un graduale raffreddamento grazie alla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime (+49% rispetto al 2019 nel mese di aprile). I prezzi dei beni e servizi di base continueranno a salire (+4,9%), incorporando gli aumenti passati dell’energia.
Il balzo dei tassi di interesse
I tassi di interesse sui prestiti alle imprese italiane sono saliti al 4,30% a marzo, oltre il triplo rispetto alla fine del 2021 (1,18%). Il credito è diventato più oneroso, il che ha portato alla contrazione dello stock di prestiti alle imprese (-1,0% su base annua a marzo). Questa situazione priva la produzione e gli investimenti di un sostegno, secondo gli economisti di Confindustria, che guardano a possibili nuovi aumenti dei tassi da parte della BCE.
II servizi il primo settore economico
I servizi continuano a sostenere l’economia, mentre l’industria mostra resistenza. Nel primo trimestre, il turismo in Italia ha superato di molto i livelli del 2022 (+30,7% la spesa dei viaggiatori stranieri), raggiungendo quasi i livelli del 2019. Tuttavia, la produzione industriale è diminuita ancora a marzo (-0,6%), registrando il terzo calo consecutivo. Nonostante ciò, grazie ai buoni risultati di dicembre, il primo trimestre si è chiuso solo leggermente negativo (-0,1%).
Il Csc avverte che lo scenario economico sta peggiorando: l’indice PMI è bruscamente diminuito nell’aprile, entrando in territorio di contrazione (46,8 rispetto a 51,1). A maggio, la fiducia delle imprese è nuovamente diminuita, con meno ordini e aspettative di produzione più basse. Anche la domanda estera non è più trainante: le esportazioni italiane di beni si sono fermate, in media, nel primo trimestre del 2023.
Per quanto riguarda i consumi, si osservano segnali misti. Mentre le vendite di beni alimentari hanno registrato un calo a marzo (-0,7% in volume), le immatricolazioni di auto sono ripartite all’inizio dell’anno grazie a una domanda favorevole, dopo mesi di contrazione (+9,7% nei primi quattro mesi).
Segnali positivi sul fronte occupazione
Tra i fattori positivi, il mercato del lavoro è rimasto in espansione nel primo trimestre (+80.000 occupati), anche se ad aprile l’ICC ha segnalato una crescita modesta dei consumi (+0,2% su base annua), trainata solo dai servizi (+4,5%). A maggio, le valutazioni delle famiglie sulla propria situazione economica sono leggermente peggiorate, così come la fiducia in generale.
Quando ci si affaccia a un’età matura è importante riprogettare le aree della propria esistenza lavorativa, da come e con quanto andare in pensione a come proseguire a lavorare. Sono diversi i fattori che oggi portano a un ripensamento generale della vita in termini di longevità. Da un lato la riduzione degli assegni pensionistici, dall’80% dell’ultima retribuzione secondo il sistema retributivo al 65% con il passaggio a quello contributivo. Dall’altro, l’allungamento della vita media: gli over 65 oggi sono il 23,5% della popolazione. Intoo, società di Gi Group, declina alcuni consigli per una pianificazione della propria longevity professionale a seconda dell’età, della propria storia lavorativa e dei propri bisogni e desideri, e diventare così ‘longennials’.
Monitorare la propria situazione previdenziale
Per i 50enni è spesso l’età del momento di svolta tra rimanere in azienda o uscirne cogliendo tutte le formule professionali disponibili, da libero professionista a consulente a partita Iva, in quota in una società o avviando una propria micro impresa, per mettere a frutto l’esperienza maturata. Importante monitorare sempre la propria situazione previdenziale, per avere come primo obiettivo la continuità contributiva, nonostante l’eventuale discontinuità lavorativa. Per i 60enni questa è l’età in cui valorizzare al meglio l’excursus professionale maturato, comprendendo su quali ambiti diventare un riferimento come coach o mentor, o rilanciandosi in realtà del terzo settore. Utile, poi, prendere in considerazione versamenti volontari se mancano pochi mesi al raggiungimento dei requisiti previsti per le pensioni anticipate, ovvero, 41 anni e 10 mesi se donna, 42 anni e 10 mesi se uomo (fino a il 2026).
Come superare la discontinuità lavorativa?
Se serve occorre, quindi, valutare le modalità percorribili per il superamento di una possibile discontinuità lavorativa. Come ad esempio, la scelta opportuna delle casse previdenziali se lavoratore autonomo/lavoratore con partita Iva e la valutazione della convenienza se proseguire come dipendente in presenza di offerta di retribuzioni ridotte rispetto al pregresso. La continuità contributiva permette di vagliare meglio le alternative pensionistiche esistenti. Ad esempio, nel caso in cui a una lavoratrice manchino contributi per accedere a Opzione Donna (35 anni di anzianità contributiva), utile anche la valutazione del riscatto di laurea, sia in regime ordinario sia in regime agevolato.
Proseguire un’attività professionale, anche da pensionati
Inoltre, per tutti coloro che anche se pensionati o che hanno già raggiunto il traguardo pensionistico, vogliono proseguire un’attività professionale si aprono prospettive di miglioramenti successivi in termini di valore della propria pensione, in quanto i redditi derivanti da pensione sono compatibili e cumulabili con reddito da lavoro, sia dipendente sia autonomo. Solo alcune pensioni anticipate (ad esempio, Quota 100/102/103) non prevedono questa possibilità fino a quando non si è raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia.
I valori sono importanti nella nostra vita, ma assumono pesi differenti a seconda dei vari momenti della nostra esistenza. In ogni caso, a prescindere dalle differenze generazionali, i valori guidano anche le scelte di acquisto. Per una quota sempre più ampia di consumatori, infatti, la scelta di cosa acquistare non è più legata solamente al prezzo o al prodotto, ma dipende anche dai valori che il brand incarna e alla loro affinità con il proprio modo di vedere il mondo. La comunicazione delle aziende deve quindi tenere conto sempre di più anche dell’attualità, dei valori e dei temi della contemporaneità, anche se si tratta di topic apparentemente “distanti” dal proprio mercato di appartenenza. Poichè i consumatori hanno sensibilità diverse, è fondamentale per le aziende capire quali sono le tematiche più vicine al proprio target di riferimento.
I valori di riferimento per la Gen Z
I dati sono contenuti nel report di Gfk “Sinottica Highlights: generazioni a confronto”. Da questo si scopre, ad esempio, che i temi “caldi” per le generazioni di italiani più giovani sono soprattutto l’inclusione e l’abbattimento delle barriere. Per la fascia 20-24 anni della GenZ valori come l’inclusione, la lotta contro il razzismo e il body shaming, la gender fluidity e le pari opportunità lavorative tra uomini e donne sono assolutamente cruciali. Inoltre, questo segmento di giovani italiani apprezza particolarmente quando brand e aziende prendono una posizione su queste tematiche.
Salute, ambiente e Made in Italy cruciali per i più grandi
La scala valoriate cambia in maniera significativa per gli italiani over 55. Per i più grandi la crisi sanitaria e climatica, nonché la tutela del made in Italy assumono sicuramente una valenza centrale. In particolare, il made in Italy è anche un importante driver di acquisto per questo target: il 72% degli over 55enni apprezza le aziende che si fanno portavoce di questo tema e in generale della valorizzazione dei prodotti Italiani.
Cambiano anche i linguaggi
A seconda dell’età, inoltre, non sono solo le tematiche più sentite a cambiare, ma anche i linguaggi più graditi in comunicazione. Ad esempio, nella fascia 14-19 anni vengono apprezzate in particolare le pubblicità spettacolari, con degli elementi di trasgressione e che utilizzano personaggi famosi come testimonial. Di conseguenza, per una comunicazione efficace, oltre al linguaggio, devono essere utilizzati anche media e touchpoints appropriati.
Ogni anno, puntuale come i buoni propositi, arriva la classifica di quelli che saranno i superfood dei prossimi 12 mesi. Ovvero gli alimenti che ci faranno restare in forma, ritarderanno l’invecchiamento e ci daranno molteplici benefici grazie alle loro proprietà. Così i trend alimentari sono ai nastri di partenza e si sa già – grazie ai social – quali saranno i superfood più di tendenza per il prossimo anno. A evidenziarli è CiboCrudo, il brand italiano di cibo plant-based e crudista, che ha sovrapposto i trend di TikTok e Instagram con gli studi scientifici e gli argomenti più dibattuti dagli esperti del settore. Il risultato? Nella dieta degli italiani nel 2023 faranno il loro ingresso alghe, erbe ayurvediche e grassi buoni.
L’anno della moringa
Negli ultimi anni hanno avuto un ruolo di primo piano avocado, tè matcha e quinoa. Il 2023 sarà invece l’anno della moringa. Pianta sub-himalayana, è ricchissima di vitamina C, vitamina E, beta-carotene e proteine, che la rendono ufficialmente un ingrediente superstar. Come usarla? Si può aggiungere un cucchiaino di polvere di moringa al frullato per ottenere uno smoothie verde vibrante che è davvero degno di Instagram. Altro trend in ascesa, i semi di canapa: provenienti dalla pianta della cannabis sativa, sono l’aggiunta perfetta a qualsiasi menù. Gustosi e saporiti – hanno un vago sentore di nocciola – sono soprattutto una riserva di acidi grassi omega-3 e vitamine che supportano la salute del cuore, le funzioni cerebrali e il sistema immunitario. Gli esperti consigliano di spargerli sull’insalata o sul porridge a base di avena, oppure di aggiungerli ai frullati post-workout.
A tutta clorofilla
A proposito di fitness, anche in questo ambito ci sono delle novità: le proteine vegetali in polvere saranno una forma di integrazione alimentare di cui gli sportivi non potranno più fare a meno. Dopo un allenamento intensivo, o per compensare carenze alimentari, le proteine in polvere diventano un aiuto veloce ed efficace.
Un altro trend che arriva direttamente da TikTok è la clorofilla, da assumere in forma liquida o acqua alla clorofilla per guadagnarne in salute. Questa sostanza, fondamentale per le piante, fornisce effettivamente anche diversi benefici per la salute: ha proprietà antiossidanti, depurative, antimicrobiche, favorisce la digestione, è utile a riequilibrare la flora batterica dell’intestino, è ricca di vitamine.
Grassi buoni
Nel 2023 faremo il pieno di grassi. Grassi buoni, però, e vegetali: i più attenti a un’alimentazione sana hanno già da tempo inserito nella propria dieta il burro di cacao, il burro di cocco, i burri di frutta secca in sostituzione o in alternativa ai grassi animali. Il 2023 sarà l’anno di definitivo sdoganamento, per fare il pieno di benefici.
Secondo i dati emersi dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2021 i numeri riferiti da musei, monumenti e aree archeologiche italiani testimoniano una decisa ripresa delle entrate da biglietteria. Anche per i teatri i numeri indicano una ripartenza, seppur meno decisa, anche a causa della minore possibilità di sfruttare il traino della stagione estiva. Sul fronte dell’innovazione digitale a supporto dei processi, per musei e teatri nell’ultimo anno i numeri sono rimasti stabili, mentre su quello della produzione e distribuzione di contenuti digitali si è assistito a una razionalizzazione.
Quanto è digitale il settore della cultura?
Gli strumenti digitali sono ormai un supporto importante ai processi gestionali nel settore della cultura. I teatri presentano mediamente livelli leggermente più alti dei musei: l’acquisto online, ad esempio, è disponibile nel 78% dei teatri e incide sul totale delle entrate in maniera più significativa rispetto ai musei. Dal sito del teatro transita, infatti, mediamente l’11% dei ricavi, e da altri intermediari online il 12% (musei, 7% e 4%). Quanto alle attività di marketing digitale, il 59% dei teatri fa advertising online o sui social, il 23% Search Engine Optimization, il 10% remarketingm il 58% raccoglie dati in modalità digitale e il 14% ha investito in sistemi di cybersecurity e data protection. Ambiti che registrano percentuali inferiori di adozione da parte di musei, monumenti e aree archeologiche rispetto ai teatri.
Investimenti digitali: dove puntare
Gli indicatori su cui musei e teatri risultano allineati riguardano l’attenzione alla pianificazione strategica e la presenza di personale dedicato all’innovazione digitale. In entrambi i comparti, solo 1 su 5 ha un piano strategico dedicato al digitale e 1 su 2 non ha nessuna risorsa dedicata. Guardando agli investimenti futuri, per i musei si conferma prioritario lavorare su conservazione e digitalizzazione della collezione, che impegnerà il 28% delle risorse. Riprende centralità anche la digitalizzazione dei servizi di supporto alla visita in loco, per cui si stima verrà stanziato il 19% sul totale degli investimenti. Per i teatri l’investimento in digitale si concentrerà su marketing, comunicazione e customer care (40%) e ticketing, gestione delle prenotazioni e controllo accessi (18%).
Cresce il ticketing online
Per la fase di ispirazione e ricerca lo strumento più utilizzato sono i canali ufficiali del museo (sito, account social e newsletter, 49%), seguito da motori di ricerca (40%), passaparola (23%) e commenti e recensioni (22%). Nei teatri il canale più utilizzato è il motore di ricerca (28%), seguito dal passaparola (26%). Per la fase di acquisto, si conferma per i musei la prevalenza della biglietteria fisica (45%), tuttavia, è ormai diffuso anche l’utilizzo della biglietteria online sul sito dell’istituzione (30%) o di un rivenditore autorizzato (14%). Per gli spettacoli teatrali, invece, l’online è il canale prevalente, probabilmente anche per gli effetti della pandemia: il 34% ha acquistato sul sito del teatro e il 17% su quello di un rivenditore.
Passare del tempo con gli amici, in leggerezza, meglio ancora se in vacanza e davanti a una birra: ecco, in estrema sintesi, come i nostri connazionali interpretano l’antidoto allo stress. Lo rivela uno studio realizzato da AstraRicerche per Birra Moretti, che ha esplorato il rapporto degli italiani con la leggerezza, scoprendo che per la metà dei nostri connazionali questa attitudine significa condividere il tempo con le persone che ci fanno stare bene.
L’identikit della spensieratezza
Se la buona compagnia delle persone che ci fanno stare bene è la situazione che più di tutte ci alleggerisce la vita e ci rende spensierati (43%), subito dopo gli italiani indicano di sentirsi più leggeri e felici quando sono in vacanza (33%): evadere dalla routine durante l’estate è la situazione che fa più felici ben 12 milioni di italiani. Che si sentono a loro agio soprattutto quando sono a contatto con la natura (29%), una situazione radicata nello stile di vita sempre più “outdoor” dei nostri connazionali. Un concetto, quello del viaggio e della vacanza, che è strettamente legato alla condivisione del buon mangiare e buon bere, all’aria aperta, che rappresenta per 2 italiani su 10, il momento di leggerezza per eccellenza. Per molti, con una buona birra, che per 4 italiani su 10 (43%) è la bevanda della spensieratezza, capace di accompagnare i momenti conviviali più piacevoli e spensierati, più di vino e spumante.
Il ruolo del cibo e delle bevande
Dallo studio emerge come le occasioni di convivialità, legate al buon mangiare e bere, possono contribuire a rendere la vita più leggera: la pensano così oltre 6 milioni di nostri connazionali. Tra queste al primo posto 4 italiani su 10 (40%) indicano i momenti con gli amici all’aria aperta mangiando street food, seguito dall’apericena informale con gli amici accompagnato da una buona birra (35%) o la cena nel locale preferito (33%). Tra le bevande che incarnano i valori di spensieratezza e leggerezza tanto ricercati in questo momento dagli italiani in testa c’è la birra chiara (43%), seguita dal vino rosso (24%) e dal vino bianco (21%). Subito dopo troviamo cocktail e superalcolici (19%), birra scura (14%) e spumante (13%). Più indietro bevande gasate (11%), succhi di frutta (9%), the e tisane (9%). Insomma, la convivialità attorno a un tavolo rappresenta l’immagine della leggerezza e del buonumore.
Negli ultimi 5 anni il mercato degli integratori alimentari è cresciuto più del 40%, e negli ultimi due anni, quelli a cavallo della pandemia, più del 10%. Se infatti la pandemia ha avuto un impatto rilevante su tanti comparti merceologici, i dati Sinottica mostrano che nel corso del 2021 il consumo di integratori alimentari riguarda circa un italiano su 2.
“In questo scenario il ruolo di questi prodotti è diventato sempre più protagonista – spiega Giampaolo Falconio, Sales Lead di GfK Italia -: oggi 3 consumatori su 4 dichiarano che l’assunzione di integratori alimentari avviene in logica preventiva, come sostegno e supporto al proprio benessere psicofisico e un consumatore su 4 li reputa alternativi ai farmaci veri e propri”.
Rafforzare le difese immunitarie
Di fatto, rafforzare le difese immunitarie è stata una delle strategie per evitare il contagio da Covid-19, e la difficile condizione a livello sanitario, sociale ed economico, ha fatto emergere la necessità di tenere sotto controllo il livello di tensione, preoccupazione, e ansia. La crescita di questi prodotti conferma inoltre come target di primario interesse persone ben distribuite in termini di età, con una lieve preponderanza nel genere femminile, presenti su tutto il territorio nazionale, ma in misura più contenuta al Sud. Le loro condizioni socio economiche sono elevate così come elevato è l’investimento in termini di salute, dove si mostrano informate e competenti, interessate alle novità, spesso rappresentando un punto di riferimento per familiari e amici.
I più utilizzati: sali minerali, multivitaminici e per la flora intestinale
Tra le categorie di integratori più utilizzati, sali minerali, multivitaminici e per il riequilibrio della flora intestinale. Ma negli ultimi due anni è aumentato l’utilizzo di due segmenti specifici, quello delle difese immunitarie (+20% circa) e quello per favorire sonno e relax (+15% circa).
Gli integratori vengono per la maggior parte assunti in specifici periodi dell’anno, attraverso cicli periodici di trattamento (78%). La farmacia si conferma il punto vendita preferito in assoluto per l’acquisto (più del 60% li acquista attraverso questo canale), ma colpisce l’aumento sensibile del canale digitale. Oggi un consumatore su 4 utilizza Internet anche per l’acquisto di questi prodotti, dato che vede un incremento del 15% rispetto a 5 anni fa.
Naturalità degli ingredienti principale driver di acquisto
La naturalità degli ingredienti rappresenta il principale driver di acquisto in assoluto. Per 8 consumatori su 10 un integratore deve essere il più naturale possibile. Altri importanti fattori di scelta sono il prezzo o la presenza di promozioni, l’efficacia, la facilità di assunzione. Quando si tratta di scegliere la tipologia di integratore da utilizzare si conferma poi la fiducia alle principali fonti del settore, come medico di famiglia e farmacista. Oltre a questi, un consumatore su quattro sceglie comunque gli integratori in autonomia, ricercando attivamente informazioni. La comunicazione, in tutte le sue forme, riveste quindi un ruolo centrale e risulta importante comprendere quali linguaggi utilizzare e quali mezzi di comunicazione attivare per raggiungere meglio il target.
Quanto incidono effettivamente in Italia le accise sul costo del carburante? E negli altri Paesi europei?
Tra l’impennata dei prezzi delle materie prime come conseguenza indiretta della pandemia da Covid-19 e le recenti tensioni in Ucraina i costi per l’energia e quelli del carburante stanno lievitando. Di fatto, in Italia la benzina ha superato i 2 euro al litro, e secondo i calcoli di Facile.it sui dati dell’European Environment Energy, nel corso del 2022 arriveremo a spendere oltre 1.750 euro all’anno per fare il pieno a un’auto alimentata a benzina. Per scongiurare questa onerosa eventualità, fra le ipotesi di intervento proposte da vari Governi nel corso degli anni, e caldeggiate da molti consumatori, c’è il taglio delle accise.
Oltre la metà del costo riportato alle pompe è dovuto alle tasse
Secondo i calcoli di Facile.it, si escludono i Paesi Bassi, dove le accise sono pari a 0,79 euro al litro, è il nostro Paese a vantare le accise sulla benzina più alte d’Europa: si tratta infatti di 0,73 euro per ogni litro di benzina erogato. In pratica in Italia le accise contribuiscono a poco meno della metà del prezzo finale della benzina, e se a queste si aggiunge l’Iva, si arriva a oltre la metà del costo riportato alle pompe dai benzinai. Dopo l’Italia, la classifica dei Paesi europei con le accise sulla benzina più alte d’Europa prosegue con la Finlandia e la Grecia a parimerito, dove pesano per 0,70 euro ogni litro, mentre appena fuori dalla top five si piazzano la Francia, con 0,68 euro al litro, e la Germania, con 0,65 euro al litro.
Per il Diesel l’Italia è al primo posto: 0,62 euro per ogni litro versato
Per quanto riguarda il diesel invece, riferisce Adnkronos, il nostro Paese è quello con le accise più alte. Si tratta infatti di 0,62 euro per ogni litro di carburante. Sul secondo e sul terzo gradino del podio si trovano rispettivamente il Belgio, con 0,60 euro di accise al litro, e la Francia, con 0,59 euro.
In Bulgaria si spende quasi la metà
Al contrario, sia per quanto riguarda i costi della benzina sia quelli del diesel, è la Bulgaria il paese che detiene il primato dello Stato con le accise più basse di tutta Europa. In Bulgaria infatti si spendono rispettivamente 0,36 euro e 0,33 per ogni litro, circa la metà di quanto rilevato in Italia da Facile.it.