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Facebook e il fact-checking anche sulle immagini

Indispensabile controllare le notizie per evitare il diffondersi di “bufale” e garantire la corretta informazione. Ma le fake-news non sono solo scritte, viaggiano anche in foto e per questo Facebook ha deciso di verificarle già dallo scorso marzo utilizzando la stessa filiera già attivata per gli articoli. Anche in questo caso, il sistema è un mix di intelligenza artificiale e umana. Un lavoraccio, se si considera che attualmente gli utenti del mondo Facebook-Instagram sono circa 2,2 miliardi.

Come funziona il controllo

Come riporta un recente approfondimento dell’Agi, un sistema di machine learning elabora diversi segnali (tra i quali le indicazioni degli utenti) per rintracciare i contenuti sospetti. Li analizza o li spedisce ai partner, che saranno formati su tecniche di verifica specifiche per le immagini, da affiancare alle competenze giornalistiche e accademiche che già possiedono. Il responso dei collaboratori ha un doppio ruolo: oltre a quello di distinguere informazione attendibile e false, istruisce ulteriormente l’intelligenza artificiale, che apprende dalla propria esperienza e da quella umana. Più precisamente: foto e video saranno analizzati dai 27 partner di Facebook (in Italia l’unico è Pagella Politica) che, in 17 Paesi, già controllano i contenuti scritti. Ma Menlo Park, sede di Facebook, ne sta selezionando altri per espandere la propria rete. La product manager Antonia Woodford di Facebook scrive in un post che occorre “identificare e agire più velocemente contro diversi tipi di disinformazione”.

Ogni paese ha le “sue” bufale

I contenuti fake si diffondono in modi diversi, che variano da Paese a Paese. “Negli Stati Uniti, ad esempio, gli utenti affermano di incontrare più disinformazione negli articoli. Mentre in Indonesia osservano più immagini fuorvianti” ha fatto sapere il social media di Mark Zuckerberg. Tuttavia, da Facebook spiegano che sarebbe un errore ragionare per compartimenti stagni. “La stessa bufala può viaggiare attraverso diversi tipi di contenuti, che non possono essere trattati come “categorie distinte. È quindi “importante costruire difese contro la disinformazione attraverso articoli, foto e video”.

C’è anche Rosetta, la cacciatrice di meme 

E’ già attivo (da pochi giorni) Rosetta, l’intelligenza artificiale cacciatrice di meme, immagini e video, dal contenuto divertente, ma allo stesso tempo anche offensivo: il suo lavoro è enorme, deve infatti elaborare circa un miliardo di contenuti al giorno tra Instagram e Facebook. In modo da identificare “automaticamente” quelli che “ledono le politiche sull’incitamento all’odio”. Niente scherzi, quindi, sui social.


Meglio nudi in pubblico che senza i propri device connessi: lo dice uno studio

Siamo ancora in grado di affrontare una giornata senza connessioni di qualunque tipo? Per un quinto della popolazione mondiale proprio no. Addirittura avere Internet attiva è una necessità vitale: ben il 22% degli intervistati da Kaspersky Lab, in un recente sondaggio che ha coinvolto 1.1250 utilizzatori di dispositivi d’età compresa tra i 18 e i 60 anni di 15 paesi, afferma che essere connessi è importante come avere a disposizione cibo, acqua e un riparo. Insomma, come riporta la nota diffusa dall’azienda di sicurezza informatica a livello globale “il mondo digitale è diventato così radicato nella nostra vita quotidiana che non avere accesso a Internet può diventare quasi un dramma”. Ma c’è di più: il 23% del campione ha addirittura dichiarato che preferirebbe essere nudo in pubblico piuttosto che scollegato dai propri device.

Senza rete, uno dei maggiori fattori di stress

Che la nostra dipendenza da connessione sia ormai assoluta è un fatto assodato. Anche dai numeri: la ricerca rivela che perdere uno smartphone o un tablet può essere più stressante di molte altre situazioni traumatiche. Quasi tutti gli intervistati (90%) hanno dichiarato di sentirsi più stressati all’idea di perdere o esser derubati del proprio dispositivo piuttosto che perdere un treno/aeroplano (88%), essere coinvolti in un piccolo incidente d’auto (88%) o ammalarsi (80%).

Meglio nudi che sconnessi

Pur di essere collegati alla rete, le persone sono disposte a fare (quasi) tutto, compreso affrontare grandi imbarazzi e sensibili pericoli. Ad esempio, il 26% ha guardato il proprio schermo del telefono mentre attraversava la strada e il 21% quando camminava in un’area sconosciuta o pericolosa. Inoltre, un intervistato su 5 ha dichiarato di sentirsi nudo senza il proprio dispositivo connesso. E, proprio a questo proposito, ha affermato che preferirebbe essere senza vestiti piuttosto che senza connessione.

Connessione, una condizione vitale

“L’esser connessi è diventata, velocemente, una condizione fondamentale della vita moderna e per molti, una necessità assoluta. Il nostro desiderio di essere sempre online e tutto ciò che siamo disposti a fare per mantenere attiva la connessione con il mondo digitale, mette in evidenza l’importanza dei dispositivi connessi nelle nostre vite. Tuttavia, con la connettività che si estende a tutti gli aspetti della nostra quotidianità, la sicurezza non può essere trascurata. Bisognerebbe, essere sempre protetti, qualunque cosa si faccia e ovunque si vada: gli utenti devono assicurarsi che, indipendentemente dalla situazione, la loro connessione rimanga sicura”, ha dichiarato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.


Fisco 2018, ecco cosa cambia

Fisco 2018, si cambia, almeno in parte. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul suo sito le versioni definitive dei modelli ‘Redditi persone fisiche’ , ‘Redditi enti non commerciali’, ‘Redditi società di persone’, ‘Redditi società di capitali’ e ‘Consolidato nazionale e mondiale’. Questi nuovi modelli, disponibili con tutte le istruzioni necessarie per poterli compilare, “recepiscono le numerose novità normative degli ultimi mesi” che “riguardano tanto le persone fisiche quanto le società e gli enti” riporta il sito dell’Agenzia. Ecco le principali novità, illustrate in modo chiaro e comprensibile dall’agenzia di stampa AdnKronos.

Locazioni brevi

Nel modello ‘Redditi PF’ trova spazio la nuova disciplina fiscale prevista per i contratti di locazione di immobili a uso abitativo, conclusi da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, che hanno una durata non superiore a 30 giorni.

Cedolare secca

Ancora nel modello ‘Redditi PF’ fa la sua comparsa il nuovo quadro LC in cui deve essere liquidata l’imposta sostitutiva dovuta sul reddito imponibile derivante dai contratti di locazione (anche breve) per i quali si è optato per l’applicazione del regime della cedolare secca.

Detrazioni Irpef

In questi nuovi moduli c’è la possibilità di inserire le detrazioni introdotte dalla legge di bilancio 2018 in materia, tra le altre cose, di interventi antisismici e di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari e su parti comuni degli edifici condominiali.

Agevolazioni nel settore agricolo

Recepita anche l’esclusione dalla tassazione Irpef dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.

Super e iper ammortamento

“Per la determinazione del reddito d’impresa sono state previste apposite variazioni in diminuzione per indicare il maggior valore delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing relativo agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi” si legge nella spiegazione fornita dall’agenzia di stampa.

Trasmissione telematica delle operazioni Iva

All’interno dei quadri RS è stato inserito il nuovo prospetto ‘Comunicazione dell’esistenza dei presupposti per la riduzione dei termini di decadenza’, che deve essere utilizzato da coloro che esercitano l’opzione per la trasmissione telematica delle operazioni Iva e che beneficiano della riduzione dei termini previsti per l’attività di accertamento.

Regime di cassa

Entrano le nuove modalità di determinazione del reddito d’impresa secondo il criterio di cassa.

Branch exemption

Aggiornati i quadri per la determinazione del reddito d’impresa così da consentire la gestione delle nuove modalità applicative del regime di esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti.

Aliquota Ires

L’aliquota Ires diminuisce e scende dal 27,5 al 24%.

Patent box

Nei quadri OP debutta la possibilità di comunicare in dichiarazione l’opzione per il regime di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di alcuni beni immateriali.


Auto 4.0, arriva il social network per le macchine intelligenti

Le macchine di un futuro vicinissimo saranno in grado di “parlare” tra di loro, condividendo informazioni, dati raccolti sulla strada, notizie sul traffico. Insomma, in estrema sintesi le vetture 4.0 avranno il loro social network, capace di mettere a disposizione un’infinità di indicazioni riferite alla guida. Il progetto parte dal presupposto, come riportano le agenzie di stampa, che “quattro occhi vedono meglio di due”. In sostanza, le macchine intelligenti saranno dotate di appositi sensori che, attraverso un sistema wi-fi, sapranno condividere ed elaborare i dati raccolti per guidare in sicurezza.

Macchine “parlanti”

Nascerà quindi un vero e proprio social network dedicato alle quattro ruote. Si tratta di una tecnologia derivata dall’Internet delle cose, destinata a prevenire i rischi durante la guida. Il progetto ha visto la luce in Svizzera, al Politecnico Federale di Losanna (Epfl), e in futuro potrà facilitare manovre ad alto rischio di incidenti come i sorpassi, permettendo all’auto che supera di vedere anche ciò che sta fuori dal suo campo visivo grazie alla cooperazione dei sensori del veicolo davanti. Oltre a rendere la guida più sicura, il social network delle auto potrebbe ottimizzare la traiettoria dei veicoli, riducendo i consumi e migliorando i flussi del traffico.

Sperimentazione già avviata sulle auto elettriche

Questo nuovo sistema è già stato sottoposto a una prima fase di sperimentazione, superata con successo. E’ stato infatti installato su delle normali auto elettriche, che i ricercatori hanno equipaggiato con una videocamera Mobileye (capace di calcolare il rischio di collisione), un sistema di localizzazione, un router per le comunicazioni wi-fi, un computer per far girare il software con gli algoritmi per la ‘percezione cooperativa’ e una batteria.

La parola ai ricercatori

“Queste non erano auto a guida autonoma, ma le abbiamo rese comunque intelligenti usando degli strumenti standard già disponibili sul mercato”, ha dichiarato all’Ansa Alcherio Martinoli, responsabile del Laboratorio di algoritmi e sistemi per l’intelligenza distribuita (Disal). Nonostante i successi, però, alcune criticità permangono: ad esempio i ricercatori  hanno riscontrato particolari difficoltà a integrare i dati provenienti dai due veicoli tenendo conto della loro posizione relativa nello spazio: questo per evitare un pericoloso ‘sdoppiamento’ della vista, con le auto che interpretano il passaggio dello stesso pedone come se in realtà ce ne fossero due.

I problemi ancora da risolvere

Nonostante l’ottima riuscita della fase dei test, ci sono diverse questioni da risolvere anche a livello legislativo: prima fra tutte l’attribuzione di responsabilità nel caso si verificasse un incidente.


I premi Nobel più strani di sempre: premiati anche ricercatori italiani

Si chiamano IgNobel e sono i premi che vengono assegnati  alla “ricerca improbabile”, quella che “prima fa sorridere e poi fa pensare”. Nonostante la premessa, i riconoscimenti sono serissimi e vengono assegnati ogni anno durante una cerimonia che si tiene all’università americana di Harvard. La premiazione del 2017 ha visto salire sul palco a ritirare l’onorificenza diverse stranezze, compresa un’originale ricerca sui gemelli effettuata da cervelloni italiani.

Premio al gatto liquido

L’IgNobel per la Fisica è andato al francese Marc-Antoine Fardin per la sua ricerca “Può un gatto essere sia solido che liquido?”. Lo studioso, riporta AdnKronos, ha affermato di essersi ispirato alle foto di mici su Internet, spesso virali, che vedono i gatti incredibilmente infilati in barattoli della marmellata o in altri posti assurdi. “Se riprendi in timelapse un ghiacciaio negli anni lo vedrai incontrovertibilmente scivolare giù per la montagna. Ebbene, per i gatti vale lo stesso principio. Se lo guardi a lungo vedrai che diventa morbido e adattabile ad ogni contenitore, proprio come se fosse un fluido” ha dichiarato il vincitore francese.

I gemelli che faticano a riconoscersi

La ricerca sui gemelli che fanno fatica a riconoscersi più delle persone che un gemello non ce l’hanno è invece la vincitrice dell’IgNobel per la Cognizione. Firmata dagli italiani Matteo Martini, Ilaria Bufalari, Maria Antonietta Stazi e Salvatore Maria Aglioti, questo studio “improbabile” è stato scelto tra oltre 10.000 candidature.

Bizzarrie tra i premiati

Sul podio sono finiti anche altre stranezze. Ad esempio l’indagine dello svizzero Milo Puhan che, insieme al suo team, ha vinto l’IgNobel per la Pace per aver dimostrato le proprietà anti-russamento dello strumento australiano Didgeridoo. O ancora una squadra di scienziati francesi che ha  vinto l’IgNobel per la Medicina con uno studio che indaga le cause neurologiche che spingono a odiare il formaggio. L’IgNobel per l’Economia se lo sono conquistato due australiani, dimostrando che il contatto con un coccodrillo vivo è in grado di influenzare la voglia o meno di giocare d’azzardo. Mentre l’inglese James Heathcote con la ricerca “Perché gli anziani hanno le orecchie più grandi?”si è portato a casa l’IgNobel per l’Anatomia.

Il premio? 10 trilioni di dollari

In mezzo a tante stranezze, non poteva mancare un premio altrettanto bizzarro: un assegno da 10 trilioni di dollari. Ovviamente, c’è un ma: i dollari del bottino sono dello Zimbabwe, e convertiti in dollari americano o in euro diventano davvero qualche spicciolo. Ma i vincitori sono entusiasti lo stesso del premio conquistato.


Cialde Lavazza | Gusto e qualità

Le moderne macchinette per il caffè offrono agli utenti la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti che consentono di ottenere un caffè in maniera molto più rapida rispetto alla moka. Questa vasta possibilità di scelta è un fattore in grado di determinare una certa confusione nei consumatori, i quali finiscono solitamente con l’acquistare ogni volta un prodotto diverso senza mai riuscire a trovare ciò che sia veramente in grado di incontrare i propri desideri e aspettative. Le cialde per il caffè hanno infatti diverse caratteristiche, anche organolettiche, che variano in base alla miscela utilizzata ed alla qualità della stessa. Scegliere quelle giuste significa assicurarsi un prodotto in grado di regalare ogni volta quella piacevole sensazione che si prova quando si sorseggia il buon caffè del bar, quel piccolo piacere quotidiano che tutti desiderano concedersi anche più volte al giorno.

Per essere sicuri di scegliere veramente le migliori, e assicurarsi gusto e cremosità tazzina dopo tazzina, le cialde Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono la soluzione perfetta per te che ami il sapore del buon caffè. Lavazza mette infatti a tua disposizione una vasta gamma di ottime cialde dalle miscele accuratamente selezionate tra le migliori, opportunamente sigillate per garantirti ogni volta il massimo della freschezza e della qualità. Non hai che da scegliere tra le tantissime varianti presenti quella che più incontra i tuoi gusti o che stuzzica il tuo palato: alle miscele più tradizionali infatti (quale ad esempio la qualità Crema e Gusto, quella Rossa o quella Oro) puoi preferire quelle più particolari come quelle al Ginseng e all’Orzo, per iniziare la giornata con la giusta carica di gusto ed energia. Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio quello di regalarti tutta la libertà di bere esattamente il caffè che più ti piace, senza dover mai rinunciare al gusto e alla qualità.


L’effetto boomerang della pubblicità intrusiva

Il mercato della pubblicità in Italia ha fatto registrare nel 2016 un incremento degli investimenti che, secondo i dati Nielsen, è del +1,7% sul 2015. Guardando ai singoli medium, stupisce l’incremento degli investimenti pubblicitari al Cinema (+6,9%) e in Televisione (+5,4%), mentre secondo la fonte FCP – Assointernet, sul web gli investimenti sono calati del -2,3%, anche se tale valore esclude il search e i social.

Tra le ragione della contrazione degli investimenti sul web, una qualità di formati pubblicitari non sempre all’altezza della reputazione degli investitori, imprese private o enti pubblici che siano. Il dito è puntato soprattutto sulla pubblicità intrusiva che, seguendo una strategia push dettata dall’infrastruttura tecnologica, ma anche da agenzie pubblicitarie e di web marketing poco attente, è incentrata sull’interstitial advertising. L’effetto è abbastanza comune, e sarà capitato anche a te lettore: stai seguendo il tuo normale percorso di navigazione, quando senti provenire un audio indesiderato da una finestra apertasi in una pagina, e mentre cerchi di silenziare il fastidioso motivo, ecco un altro pop up da chiudere, solo che non riesci ha trovare il pulsante X, mimetizzato strategicamente tra accattivanti cromie e forme grafiche.

Questi pop up e video in autoplay costituiscono delle formule pubblicitaria davvero intrusive, che rallentano la navigazione dell’utente – specie se egli sta utilizzando uno smartphone -, spazientendolo. I grandi motori di ricerca stanno già correndo ai ripari lanciando i cosiddetti advertising blocker. Lo ha fatto Google, che ha introdotto un algoritmo volto a penalizzare il posizionamento di siti web che fanno intenso uso di pubblicità interstiziale. E sta seguendo l’esempio anche Safari, con un advertising blocker in grado di bloccare i video che partono automaticamente e senza il placet dell’utente.

Tuttavia la questione riguarda anche il ruolo delle web agency, e quello della pubblicità intrusiva è il classico effetto boomerang che può colpire investitori poco attenti. Per un’impresa che intende investire in pubblicità, costruire un rapporto improntato alla fiducia con la propria web agency, vuol dire anche potersi affidare a professionisti che nella miniera di nuovi formati della pubblicità digitale, proponga e sappia scegliere quelli più efficaci. E l’efficacia non sta certo, o solo, nella pervasività dei messaggi pubblicitari, ma soprattutto nel loro contenuto, che non deve mai perdere di vista l’utente, le sue abitudini di navigazione e il reale contesto nel quale fruisce il flusso delle informazioni. Tenendo a mente ciò, una web agency intelligente saprà proporre i contenuti pubblicitari nei formati più accattivanti, interessando l’utente e salvaguardando l’immagine dell’inserzionista.