Digital B2b: i documenti di trasporto digitali fanno risparmiare 18 miliardi

In Italia l’e-commerce B2b di prodotto, cioè il valore delle transazioni in cui l’ordine viene scambiato in formato digitale, ha raggiunto il valore 265 miliardi di euro nel 2023, in crescita del +10% rispetto al 2022, ma pari ancora solo al 21% del transato B2b italiano nelle filiere di prodotto. E, a oggi, solamente il 42% delle imprese ha almeno uno strumento di e-commerce già avviato. Inoltre, solo il 35% delle imprese emette Documenti di Trasporto digitali e solo il 22% li riceve.

Eppure, i benefici della digitalizzazione di questa fase intermedia del ciclo dell’ordine sono evidenti.
Secondo la ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano, se in Italia si introducesse un obbligo generalizzato di trasmissione dei DdT in formato elettronico strutturato si otterrebbe un risparmio di 18 miliardi di euro, in gran parte grazie a un aumento di produttività (99,7%), oltre che a una riduzione di materiali (0,2%) e del tempo di ricerca in archivio (0,1%).

Il paradosso italiano dell’e-commerce

Si tratta di un risparmio pari a oltre 8 volte la spesa attuale delle imprese italiane in cybersecurity, e oltre 20 volte il mercato dell’AI in Italia. Risorse che potrebbero essere reinvestite in dotazione tecnologica o contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’Italia.

In pratica, nella digitalizzazione delle relazioni B2b, l’Italia vive un vero e proprio paradosso: è prima in Europa nella fatturazione elettronica e nella conservazione digitale, ma in grave ritardo nei Documenti di Trasporto elettronici e nell’e-commerce B2b.

Troppo pochi investimenti per ottenere soluzioni integrate

Guardando ai prossimi 12 mesi, le priorità per le imprese sono chiare. Per il 35%, gli investimenti in tecnologie per il Digital B2b si concentreranno su sistemi di gestione elettronica documentale, per il 22% cloud ( per il 19% sistemi ERP.

Ma un terzo delle aziende investirà meno dell’1% del fatturato e solamente lo 0,4% ha allocato un budget che supera il 10% del fatturato. Numeri troppo bassi per soluzioni integrate che siano alla base della strategia di digitalizzazione dell’impresa.

I tempi sono maturi per un approccio top-down, low-driven

“La digitalizzazione dei documenti di trasporto è ancora ferma al palo, in larga parte per le resistenze culturali dei partner di business – rileva Paola Olivares, direttrice dell’Osservatorio Digital B2b -. I tempi sono maturi per ipotizzare in questo ambito un approccio ‘top-down law-driven’ che imponga a livello nazionale un obbligo generalizzato di trasmissione del DdT in formato elettronico strutturato. Una tale scelta consentirebbe al sistema Italia di raggiungere enormi vantaggi, e di posizionarsi come leader nella transizione al digitale dei documenti e dei flussi informativi”.

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