Innovazione tecnologica, un potenziale di crescita per l’Italia

Il mercato italiano del digitale è in crescita, e nel 2017 segna un +2,3% e un valore di oltre 1,5 miliardi di euro. Tra 480mila smart worker, 46 miliardi di “new” digital payment, 1,24 miliardi il valore dei servizi in cloud, una crescita per il mobile advertising del 49%, e 6 milioni di carte d’identità digitali, l’innovazione tecnologica non si arresta. Ma nonostante i segni “più” in settori come finanza, sanità (+1,3 miliardi con oltre 47 milioni investiti in cartella clinica elettronica) e servizi, l’Italia deve fare ancora molta strada. Basti pensare al potenziale di crescita delle Pmi, che oggi investono meno dell’1% del loro fatturato in progetti per la digitalizzazione.

Individuare le aree prioritarie d’intervento

L’Italia risulta in ritardo rispetto ai principali paesi europei, con livelli di Venture Capital e R&D sul Pil inferiori a Francia, Germania e Regno Unito. Per individuare gli interventi che consentano di accelerare i processi di trasformazione digitale nasce ITA.NEXT, l’iniziativa promossa da TeamSystem, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Microsoft, Nexi e TIM, insieme ai knowledge partner McKinsey & Company e Politecnico di Milano.

Tra le aree prioritarie d’intervento ITA.NEXT individua la digitalizzazione dei processi di gestione aziendale e finanziaria, logistica e ciclo d’ordine digitale, Internet of things, AI e big data. Ma anche blockchain, turismo digitale, ed e-commerce in un mercato b2b e b2c.

Fattura elettronica, 72-75 miliardi risparmiati

“I grandi player del settore sono pronti a lavorare insieme al decisore politico per fornire strumenti concreti e utili agli imprenditori e ai professionisti”, spiega Federico Leproux, AD TeamSystem. L’obiettivo è superare le barriere culturali e operative che frenano la digitalizzazione delle aziende italiane, come la carenza di competenze digitali e l’interoperabilità delle procedure cliente-fornitore. “La fattura elettronica – sottolinea Leproux – rappresenta in questa sfida una grande opportunità, perché può essere trasformata da semplice adempimento a strumento a supporto dell’intero processo di trasformazione digitale”. E potrebbe far risparmiare al Paese tra i 72 e i 75 miliardi di euro, che in termini di percentuale sul Pil significano un impatto tra lo 0,6% e il 3,7%.

La politica deve aiutare le imprese a non subire la trasformazione digitale

Se la vera rivoluzione della PA sarà quella del digitale, “La digitalizzazione del comparto industriale è un tema tanto delicato quanto sfidante – afferma Gianni Pietro Girotto, Presidente della commissione Industria, commercio e turismo del Senato – ma strategico per aumentare la competitività delle nostre imprese”. La politica deve quindi aiutare le imprese a non subire le trasformazioni anticipandole. La Legge di Bilancio pertanto conferma le misure su Impresa 4.0, e prevede un fondo di 15 milioni di euro l’anno fino al 2021 per favorire la sperimentazione sulle tecnologie emergenti. Oltre a un voucher fino a 40mila euro a favore delle Pmi, per poter impostare la trasformazione dei processi produttivi attraverso il digitale.


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