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Frutta e verdura, bastano tre porzioni di frutta e verdura. E non cinque

Altro che una mela al giorno: ci hanno sempre detto che per stare bene e vivere a lungo servono cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura. E invece arriva il contrordine: cinque sono troppe, di porzioni ne servono tre purché abbondanti. La rivelazione è il risultato di uno studio condotto da una prestigiosa università canadese, presentato di recente a un congresso di cardiologia a Barcellona.

La dose perfetta? Da 375 a 500 grammi al giorno

Lo studio che ha portato a queste conclusioni è davvero imponente: ha seguito per sette anni e mezzo migliaia di persone, in 18 paesi. E, in base ai dati riscontrati durante l’analisi, il più basso rischio di mortalità riguarda le persone che consumano da tre a quattro porzioni al giorno di legumi, vegetali e frutta, pari a un totale che varia da 375 a 500 grammi. C’è addirittura una regola aurea, quasi una formula matematica: 125 grammi da considerare come porzione per frutta e verdura e 150 per i legumi. La lunga analisi ha riscontrato che le persone che ne corso dello studio assumevano tre porzioni al giorno di frutta, verdura e legumi hanno registrato tassi di mortalità inferiori del 22% rispetto a coloro che non assumevano nemmeno una porzione di vegetali.

La parola agli esperti

“Il nostro studio ha riscontrato il rischio più basso di decessi in coloro che hanno consumato tre o quattro porzioni, equivalenti a 375 a 500 grammi di frutta, verdura e legumi al giorno, con pochi vantaggi aggiuntivi per l’assunzione oltre questa quantità”, ha dichiarato Victoria Miller, autrice principale dello studio. Ancora, sempre in base ai dati raccolti, sarebbe maggiori i vantaggi garantiti dal consumo di frutta rispetto alle verdure, quest’ultime più benefiche se consumate crude.

Guai a consumarne meno

“Non vogliamo suggerire che le persone debbano mangiare meno frutta e verdura – ha dichiarato la ricercatrice Miller  a un quotidiano britannico -.  Pensiamo che questo faccia parte di una dieta salutare e che ci siano benefici nel mangiarne di più”.

I vantaggi del menù green

Un corretto consumo di frutta e verdura – e adesso conosciamo anche le dosi – può allontanare l’insorgenza di malattie cardiovascolari e ridurre il rischio di mortalità. Chiari a tutti sono i tanti benefici anche per il generale benessere psicofisico e per restare in forma. L’Italia, d’altro canto, sembra muoversi bene in questa direzione: l’Istat rivela infatti che nel corso del 2016 il consumo di frutta è aumentato rispetto a quello della carne.


Riflessione non a tesi sul Bimby

Cosa si può dire nel 2017 sul Bimby che ancora non è stato detto. Se non si aderisci al tifo da stadio e alla fazione dei sostenitori o dei detrattori dell’elettrodomestico, forse una riflessione non a tesi si può ancora fare. La tentazione di schierarsi con gli uni o con gli altri c’è, perché del Bimby si è detto (e scritto) di tutto e il contrario di tutto. Apparso per la prima volta in Italia nel 2000, in questi anni chi non l’aveva a casa ne parlava per sentito dire, stupito dal progresso tecnologico che permeava l’aurea di questo robot da cucina. La definizione di robot da cucina a un certo punto è sembrata restrittiva, e ciò ha alimentato le aspettative di chi non aveva compiuto un’esperienza diretta del Bimby.

Il dato da cui partire, è che il Bimby agli italiani pace. Per un prodotto che oggi costa intorno ai 1.200 euro, i dati di vendita sono buoni, e nel 2012 l’azienda che lo costruisce, Worwerk, ha raggiunto i 683,9 milioni di euro di fatturato. È rilevante che l’azienda in questione non sia italiana, bensì di Wuppertal, Germania: all’orizzonte si profila una nuova sfida fra nazionalisti ed esterofili che in cucina è più interessante che altrove. Gli italiani, infatti, sono notoriamente maestri della buona tavola, dell’Italian slow way of life, quasi un culto della lentezza che si manifesta durante la scelta di ingredienti di qualità, da mondare e cucinare con calma, magari bevendo un sorso di vino mentre si verifica la freschezza dei prodotti stagionali. Il Bimby, invece, sembra portare con se un’altra filosofia: la preparazione delle pietanze è sequenziale, ordinata, guidata attraverso un percorso precostituito, in modo da non sbagliare nelle dosi e risparmiare in termini di tempo e fatica.

Prodotto dal 2014, il modello TM5 è caratterizzato da una grande manopola che governa molte delle attività, la funziona “antiorario” che spinge il gruppo coltelli in senso antiorario, un Varoma multifunzione e adatto anche alla cucina a vapore e salutare. La sensazione è che Bimby vada forte soprattutto nella preparazione di risotti, spezzatini, creme dolci e geli, un alleato utile nelle occasioni in cui il tempo stringe e i commensali a tavola non si aspettano piatti da cucina gourmet. Due gli aspetti davvero comodi del Bimby TM5. Il primo, è la bilancia con sensibilità fino a 5 grammi, che con la funzione tara calcola il peso degli ingredienti ‘in progress’: per fare un esempio, si versa il riso direttamente nel boccale e nel display touch compare la misurazione del peso in tempo reale. Il secondo è la connettività: Bimby ha un App dedicata con tanto di ricettario, e lo smartphone può dialogare con l’elettrodomestico, dato che è dotato di connessione wi-fi e porta USB.


La stampante migliore? Dipende dal proprio obiettivo

Quello delle stampanti è un mercato che continua a essere florido: International Data Corporation ha stimato che solo nel primo trimestre 2014 sono state vendute oltre 26 milioni di stampanti nel mondo, con un incremento del +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel mercato italiano si assiste a un affollamento di marche, modelli e funzionalità sempre nuove, e nonostante alcune offerte sbalorditive con prezzi assai convenienti, talvolta può risultare non semplice scegliere la stampante giusta. Scegliere in base al prezzo può anche essere un errore, questo per una ragione sempre più frequente: i modelli di stampante più economici o in forte promozione ospitano cartucce che costano quanto, se non più della stampante stessa. È quindi importante informarsi sui costi della cartuccia e di manutenzione della stampante, al momento dell’acquisto .

Per il resto, la scelta va fatta in base alle proprie esigenze di stampa, preferendo i modelli inkjet nei casi in cui i documenti abitualmente stampati hanno parti grafiche che devono risultare nitide, ben definite e a colori. Le stampanti laser sono da prediligere, invece, in tutti quei casi in cui i documenti abitualmente stampati contengono soprattutto testi e cifre, e non è necessario stampare immagini dai contorni e dai colori nitidi. Esiste poi un’evoluzione della stampante laser, quella a led, che risulta mediamente più affidabile.

Un prodotto che va diffondendosi è invece il dispositivo multifunzione, cioè quelle stampanti che integrano le funzioni scanner o fax, ormai non così care rispetto ai modelli mono funzione. Una caratteristica tecnica che sta conquistando i consumatori per la sua comodità, è l’integrazione wi-fi: in questo modo la stampante può essere governata da più computer nella stessa abitazione. Ma quali sono i modelli da consigliare in termine di funzionalità, risoluzione e velocità di stampa? Il sito web stampantetop.it ha testato diversi modelli presenti sul mercato. Quelli che hanno superato un voto complessivo pari a 8.0 su 10.0 sono Canon Pixma MG7750 e Canon Pixma MX925, prodotti particolarmente indicati per le imprese, per le loro caratteristiche semi professionali e i prezzi non proprio popolari.

E il futuro della stampante? È lecito attendersi un adeguamento della stampante 3D all’uso domestico, ma l’evoluzione avverrà gradualmente e compatibilmente con la miniaturizzazione dei dispositivi e la discesa dei prezzi. Per un po’ di tempo, il terreno naturale della stampante 3D, che parte da modelli digitali realizzati in tre dimensioni per ottenere oggetti tridimensionali fabbricati mediante stampa additiva, resterà quello aziendale o dei laboratori in coworking.

 


I vantaggi di una spremuta di frutta fresca

Le spremute di frutta fresca sono notoriamente dei toccasana per la nostra salute: arance, mandarini, pompelmi e limoni, ad esempio, hanno tantissime vitamine ed elementi realmente in grado di apportare benefici al nostro organismo. Questo è il motivo per cui sono tantissime le persone che quotidianamente decidono di spremere un frutto e concedersi una bevuta di un succo fresco, saporito e soprattutto benefico per la propria salute. Ciò che molti forse non sanno, è che le spremute di frutta fresca, oltre ad apportare un valido aiuto all’organismo in termini di vitamine, sono molto utili anche perché consentono di depurare e disintossicare i nostri organi. Proprio grazie alle caratteristiche degli elementi e delle vitamine contenute all’interno delle spremute di frutta infatti, è possibile innescare all’interno dell’apparato digestivo quel processo che porta alla pulizia e disintossicazione, andando così a favorire anche il rigenerarsi delle cellule che compongono gli organi.

Chi consuma abitualmente succhi freschi inoltre, è statisticamente provato che sia meno incline a soffrire di problemi quali digestione lenta, mal di testa, stitichezza e gonfiore alle gambe. Le ragioni per iniziare a consumare della spremuta di frutta fresca, se non lo si fa ancora, sono dunque molteplici e tutte molto valide. Qualcuno potrebbe ritenere piuttosto faticoso il dover continuamente andare a spremere della frutta ogni giorno, ma basta acquistare un ottimo spremiagrumi elettrico per fare in modo che sia lui a fare fatica al posto nostro. A noi non resterà che scegliere la frutta da spremere e premerla sui coni infrangibili per ottenere tutto il succo che desideriamo. Esistono inoltre alcuni modelli in commercio con sistema anti sgocciolamento grazie al quale è possibile evitare di andare a creare dello sporco in cucina, sfruttando anche l’apposito beccuccio che consente di travasare il succo direttamente all’interno del bicchiere senza versarne all’esterno.


Area 81 | Medico del lavoro

La legge prevede obbligatoriamente la presenza di un medico del lavoro all’interno di tutte quelle aziende i cui lavoratori siano soggetti a lavori particolarmente usuranti, che possono comportare l’insorgenza di diversi tipi di patologie sui propri dipendenti. È compito di questa figura professionale valutare attentamente i potenziali rischi che possono interessare i lavoratori e adottare tutte quelle soluzioni atte a prevenirli. Il medico del lavoro va periodicamente a visitare i locali all’interno dei quali si svolge l’attività lavorativa e verifica lo stato di salute dei dipendenti, predisponendo una cartella sanitaria per ciascuno di essi. In particolar modo, egli si occupa di visitare il lavoratore e sincerarsi delle sue condizioni di salute, accertarsi non vi siano controindicazioni di alcun tipo circa le mansioni svolte e lo stato di salute del lavoratore , assegnando infine l’idoneità lavorativa. Solo in questa maniera sarà possibile riuscire ad evitare di incappare in infortuni sul luogo di lavoro o andare a peggiorare una patologia preesistente, per far si che i dipendenti possano godere sempre della piena salute ed essere produttivi.

La legge prevede dure sanzioni nei confronti di tutte quelle aziende chiamate ad adottare tale figura professionale e che invece non lo fanno, mettendo a rischio la salute e l’incolumità dei propri dipendenti. Area 81 è un’azienda che fornisce servizi di consulenza circa la sicurezza sul lavoro e rappresenta una valida risorsa per tutte quelle realtà aziendali che necessitano di mettersi in linea con quanto previsto dalla normativa di settore. Sarà cura di Area 81 organizzare, anche direttamente all’interno della tua sede, corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e sorveglianza sanitaria, oltre alla redazione di documenti di valutazione dei rischi. Area 81 è una azienda da anni impegnata nel settore e può rappresentare un concreto punto di riferimento per consentirti di prenderti cura in maniera efficace della salute dei tuoi dipendenti, e adempiere al tempo stesso a quanto previsto dalla legge.