Terziario in crisi, servizi alla persona -27,2%, alloggio e ristorazione -36,2%

Nel quarto trimestre 2020 il peggioramento della situazione sanitaria ha colpito con particolare intensità le attività economiche del settore terziario lombardo, ulteriormente allontanate dai livelli di fatturato dell’anno precedente. Per il commercio al dettaglio la variazione tendenziale risulta infatti pari al -4,2%, dopo il -0,7% del terzo trimestre 2020, mentre per i servizi il calo raggiunge il -8,7%, contro il -7,3% del trimestre precedente. Dati non confortanti, attenuati in parte dai risultati in controtendenza di minimarket, supermercati e ipermercati, che segnano un +3,6% nello stesso periodo. Si tratta di alcune evidenze emerse dal report su Servizi e Commercio al dettaglio in Lombardia nel IV trimestre 2020 condotto da Unioncamere Lombardia.

Le misure restrittive penalizzano i settori già colpiti dal primo lockdown

Insomma, dopo la ripresa evidenziata nei mesi estivi grazie alle riaperture, le misure restrittive di Governo e Regioni adottate nuovamente da ottobre hanno nuovamente penalizzato i settori alloggio e ristorazione, commercio non alimentare, e servizi alla persona, già colpiti duramente dal primo lockdown.

Nei servizi però la caduta del fatturato nel quarto trimestre non è estesa a tutti i comparti. Commercio all’ingrosso e servizi alle imprese proseguono il recupero dei livelli di attività, con una variazione rispetto allo stesso periodo del 2019 che si attesta rispettivamente al -0,4% e al -2,8%. Gli effetti delle misure anti-Covid colpiscono invece, ancora una volta, i servizi alla persona (-27,2% la variazione tendenziale) e le attività di alloggio e ristorazione (-36,2%).

Prosegue la tendenza positiva per i negozi non specializzati

Anche nel commercio al dettaglio gli effetti delle misure anti-Covid sono differenziati a seconda della tipologia merceologica. Le conseguenze più negative riguardano ancora una volta i negozi non alimentari (-10,8% la variazione rispetto al quarto trimestre 2019), mentre per i negozi specializzati di alimentari, tipicamente di piccole dimensioni (fruttivendoli, macellerie, pescherie, ecc.), la perdita risulta limitata (-1,4%). Prosegue invece la tendenza positiva dei negozi non specializzati, che comprendono minimarket, supermercati e ipermercati, dove l’incremento di fatturato si consolida ulteriormente del +3,6%.

La flessione più marcata dell’intera serie storica

Il consuntivo del 2020 si chiude così in rosso, sia per il commercio al dettaglio (-6,5% la media annua) sia, ancor più negativamente, per i servizi (-12,3%).

Si tratta in entrambi i casi della flessione più marcata dell’intera serie storica.

“Con le nuove ondate della pandemia molte attività del terziario hanno ricevuto un nuovo e durissimo colpo – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia -. Turismo e ristorazione, servizi alla persona e commercio non alimentare si trovano in una situazione senza precedenti, con rischi immediati e concreti per la stessa sopravvivenza delle imprese”.


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