Metà degli italiani ha un contratto di credito rateale: in calo l’importo medio
Nel primo semestre del 2024, più della metà degli italiani (52,7%) ha un contratto di credito rateale attivo, con una crescita del 2,6% rispetto al 2023. Nonostante questo aumento, si registra un calo dell’importo medio delle rate mensili, che si attesta a 278 euro, in diminuzione del 13,9%.
Il dato riflette una maggiore attenzione delle famiglie italiane nel gestire le proprie finanze in un contesto economico caratterizzato da tassi di interesse elevati e inflazione persistente.
Le varie tipologie di finanziamento
Tra le varie tipologie di credito, i prestiti finalizzati rappresentano quasi la metà dei contratti attivi (47,7%), seguiti dai prestiti personali (28,7%) e dai mutui (23,6%). Questi ultimi hanno visto una crescita significativa del 22,3% rispetto all’anno precedente, segno di una ripresa degli investimenti immobiliari, mentre l’esposizione residua legata ai mutui è rimasta pressoché stabile, con un valore medio di oltre 101.000 euro.
Riduzione della rata mensile media
Nel corso del 2024, la rata mensile media rimborsata è scesa a 278 euro, un calo che riflette l’attenzione alla sostenibilità finanziaria da parte delle famiglie italiane. Questo calo è evidente soprattutto nei prestiti personali, la cui rata media si è mantenuta stabile a 250 euro, con un’esposizione residua di circa 17.600 euro, in diminuzione del 3,4%.
Anche per i prestiti finalizzati, la rata mensile è rimasta contenuta, raggiungendo i 134 euro di media.
Rischio di credito e sostenibilità
Secondo l’analisi di Assofin, CRIF e Prometeia, il rischio di credito è leggermente aumentato, toccando l’1,4% a marzo 2024. Tuttavia, si tratta di un livello considerato ancora sostenibile. Nel complesso, la sostenibilità del debito delle famiglie italiane sembra essere sotto controllo, grazie anche a una gestione più oculata dei finanziamenti.
Differenze a livello regionale
A livello territoriale, la Valle d’Aosta si conferma la regione con la maggior quota di popolazione con almeno un contratto di credito attivo (62,3%), seguita da Toscana (59,5%) e Lazio (58,2%).
Al contrario, il Trentino-Alto Adige si posiziona all’ultimo posto con solo il 28,7% della popolazione attiva nel credito. Le regioni con le rate più elevate sono Trentino-Alto Adige (406 euro), Lombardia (319 euro) e Veneto (306 euro), mentre in Calabria, Molise e Sicilia si registrano le rate più basse, intorno ai 230 euro mensili.
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