Intelligenza artificiale agentica: una ‘promessa’ che potrebbe generare 450 miliardi di dollari 

Gli agenti di intelligenza artificiale vengono spesso descritti come la prossima grande rivoluzione tecnologica. Secondo un’analisi del Capgemini Research Institute, potrebbero generare fino a 450 miliardi di dollari entro il 2028.

Numeri enormi, che però non coincidono ancora con l’attuale stato delle cose: solo il 2% delle aziende ha portato l’adozione su larga scala.

Tecnologia, da sola non basta

Molte organizzazioni stanno scoprendo che, per funzionare davvero, l’AI ha bisogno di persone al suo fianco. I dirigenti coinvolti nell’indagine lo hanno capito: quasi tre su quattro riconoscono che la supervisione umana porta benefici superiori ai costi, e il 90% considera positivo che l’essere umano resti parte attiva del processo. In altre parole, l’AI da sola non basta: è l’unione con l’esperienza umana a fare la differenza.

Fiducia in calo

Se da un lato c’è entusiasmo, dall’altro sorgono alcune preoccupazioni. In un solo anno, la fiducia negli agenti completamente autonomi è scesa dal 43% al 27%.

Quasi due dirigenti su cinque pensano che i rischi possano superare i vantaggi. Solo il 40% delle aziende dichiara di affidarsi davvero agli agenti AI per compiti autonomi. Chi però ha già avviato progetti concreti mostra più fiducia rispetto a chi è ancora in fase esplorativa. La trasparenza sui criteri decisionali e la garanzia di un uso etico diventano quindi centrali per colmare questa distanza.

Uomini e macchine nello stesso team

Sempre più organizzazioni immaginano il futuro come un lavoro condiviso: squadre composte da persone e agenti AI che collaborano gomito a gomito. Più del 60% prevede di attivare modelli ibridi entro i prossimi dodici mesi.

Non si parla più di strumenti passivi, ma di veri alleati capaci di alleggerire le attività ripetitive e liberare tempo per creatività e strategia. Secondo Capgemini, questo approccio potrebbe aumentare fino al 65% l’impegno su attività di maggiore valore.

Un percorso ancora da definire

Nonostante l’entusiasmo, la preparazione resta il vero ostacolo. L’80% delle aziende non ha ancora infrastrutture adeguate per sostenere l’AI su scala. I dati spesso non sono pronti, e questioni delicate come privacy e discriminazioni algoritmiche non vengono affrontate in modo sistematico.

Dall’hype alla concretezza

Il messaggio che arriva dal report è chiaro: per trasformare le promesse in risultati servono più di algoritmi sofisticati. Occorre ripensare i modelli organizzativi, garantire trasparenza e costruire fiducia.

Solo così gli agenti AI potranno davvero diventare parte integrante del lavoro quotidiano e contribuire a creare valore, non solo economico ma anche sociale.

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