Imprese, prezzi energia: nel quarto trimestre 2025 le bollette tornano a crescere 

Emerge dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio Energia OCEN (Commercio, Turismo, Cultura, Trasporti, Servizi e Professioni): per le imprese del terziario di mercato nel 2025 la bolletta elettrica è aumentata in media del 28,8% rispetto al 2019, quella del gas addirittura del 70,4%.

L’Osservatorio rileva incrementi significativi anche nel confronto tra il quarto trimestre 2025 e il secondo e terzo dell’anno. A incidere sulle bollette elettriche non è stata solo la componente energia (60% del totale), ma anche gli oneri generali di sistema (quasi 20% sul totale), ripristinati dopo l’azzeramento nei due trimestri centrali, stabilito come misura di sostegno alle imprese.

Elettricità: comparto Alberghi più penalizzato

Sommando i costi della bolletta elettrica con quella del gas, il comparto più penalizzato nell’ultimo trimestre 2025 è quello degli alberghi di medie dimensioni, con 9.117 euro di spesa media mensile, seguito da negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), hotel di piccole dimensioni (5.263 euro), negozi alimentari (2.334 euro), ristoranti (2.083 euro), bar (1.009 euro), negozi non alimentari (855 euro).

Il costo dell’energia continua perciò a rappresentare un freno alla competitività delle imprese del terziario di mercato, ancora più penalizzate nel confronto con gli altri Paesi europei. Tra il 2019 e il 2025 in Italia l’energia elettrica è aumentata del 122%, quasi il doppio rispetto alla Francia (+64%) e tre volte e mezzo rispetto alla Spagna (+36%).

Gas, -16% vs 2024 ma +50% sul 2019

Per quanto le bollette del gas nell’ultimo trimestre 2025 la spesa è in diminuzione del 16% rispetto all’anno precedente, ma se comparata con la media del 2019, periodo pre-pandemia e crisi energetica, è superiore di oltre il 50%.

In particolare, per i negozi non alimentari, l’importo mensile di un contratto di gas a prezzo variabile è risultato di 365 euro, per un consumo di 300 m3 mensili.
A parità di contratto e consumi, nel 2019, lo stesso tipo di negozio aveva pagato mediamente 257 euro al mese.
La spesa di dicembre 2025 risulta quindi maggiore del 42,0% rispetto alla spesa media del 2019. 

Europa: un mercato frammentato e disomogeneo

A causa delle insufficienti infrastrutture di trasposto dell’energia elettrica tra Paesi, il mercato energetico europeo risulta frammentato, con curve di domanda e offerta diverse tra un’area e l’altra. Inoltre, differenze nei sistemi di contrattazione e composizione delle fonti di produzione energetica determinano prezzi dissimili nei vari mercati nazionali.

Dal 2021 l’Italia ha registrato i prezzi maggiori, segnalando l’esistenza di una anomalia strutturale del mercato. Nel 2025, infatti, il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia era +79,6% rispetto alla Francia, +78,7% rispetto alla Spagna, + 27% rispetto alla Germania.
Francia e Spagna risultano le più virtuose, con prezzi quasi dimezzati. La prima grazie all’elevata quota di energia elettrica prodotta con centrali nucleari, la seconda, grazie alla forte crescita della quota di produzione da fonti rinnovabili.

Comments are Disabled