Imprese italiane, in un anno sono cresciute di quasi l’1%

Il 2025 si chiude con un segnale importante per l’economia del nostro Paese: le imprese italiane aumentano di numero. Certo, non si tratta di dati eclatanti, comunque è una buona notizia. Il trend evidenzia un sistema economico più resistente di quanto spesso si pensi.

Il saldo tra iscrizioni e cessazioni segna infatti un +56.599 imprese, pari a una crescita dello 0,96%, migliore rispetto agli ultimi due anni. A fine anno, le aziende registrate in Italia sono 5.849.524.

Meno chiusure, più stabilità

Il segnale più positivo non è tanto l’aumento delle nuove imprese – 323.533, sostanzialmente in linea con il 2024 – ma soprattutto la decisa diminuzione delle chiusure. Le cessazioni sono state 266.934, con un calo del 6,7% rispetto all’anno precedente. Questo andamento, decisamente positivo, significa che la tenuta c’è, e il Paese sembra mostrare una rinnovata fiducia.

I dati arrivano da Movimprese, l’analisi annuale realizzata da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Il comparto più “sano”? Quello dei servizi 

Ma quali sono i settori che stanno meglio? I servizi si dimostrano in salute, mente alcuni comparti tradizionali hanno il fiato più corto. Le attività finanziarie e assicurative crescono del 5,89%, seguite dalla fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+5,16%). L’edilizia conferma un buon momento, con oltre 9.300 imprese in più (+1,12%).

Dall’altra parte, l’agricoltura perde più di 8.000 aziende (-1,17%), la manifattura arretra dello 0,80% e il commercio lascia sul terreno quasi 10.000 imprese. Un ridimensionamento che continua a ridisegnare l’economia reale del Paese.

Immobiliare, turismo e finanza: dove cresce l’Italia

Più nel dettaglio, spiccano le attività immobiliari, che chiudono l’anno con un saldo positivo di oltre 8.200 imprese (+2,69%). Bene anche i lavori di costruzione specializzati (+7.430). Il dato più sorprendente riguarda però i servizi finanziari non assicurativi, che segnano un balzo del 18,31%.

Crescono anche alloggio e turismo (+6,61%), pubblicità e ricerche di mercato (+5,89%), consulenza gestionale (+5,07%). La tecnologia non resta a guardare: la produzione di software e la consulenza informatica aggiungono più di 2.100 imprese (+3,79%).

Le società di capitali sono le vere protagoniste

La crescita complessiva è trainata quasi interamente dalle società di capitali, che aumentano di 66.878 unità (+3,48%). Le imprese individuali tornano appena in positivo, mentre continuano a diminuire le società di persone (-1,39%). Un segnale chiaro di come stiano cambiando le forme dell’iniziativa economica.

Anno positivo in tutte le aree del Paese

Tutte le aree geografiche chiudono l’anno in positivo. Il Centro guida la classifica (+1,20%), seguito da Sud e Isole (+1,07%) e Nord-Ovest (+1,00%). Il Nord-Est cresce meno, ma resta sopra lo zero.

Il Lazio spicca tra le regioni (+2,07%), davanti a Lombardia e Sicilia. A livello provinciale, Roma, Milano e Siracusa mostrano la maggiore vivacità. Numeri che, messi insieme, raccontano un’Italia che, nonostante tutto, continua a provarci.

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