Gli effetti della pandemia sul mercato del lavoro: i dati Istat

La pandemia ha avuto effetti pesantissimi sulle condizioni economiche degli italiani, colpendo in particolare modo famiglie e individui già in condizioni precarie. Tanto che nel 2020 si contano oltre 2 milioni di famiglie in povertà, con un’incidenza passata dal 6,4 del 2019 al 7,7%, e oltre 5,6 milioni di individui, in crescita dal 7,7 al 9,4%. A tracciare questo scenario preoccupante è il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, che a fine luglio 2021 ha diffuso i dati relativi alle conseguenze economiche del Covid nel nostro Paese. Ma, oltre alla capacità finanziaria e di spesa dei cittadini è mutato profondamente anche il mercato del lavoro.

L’occupazione deve ancora recuperare 

In merito alla situazione lavoro, ha detto Blangiardo, “La crisi ha colpito duramente il mercato del lavoro. L’occupazione – in crescita tra il 2014 e il 2019 a ritmi via via meno intensi – è diminuita drasticamente nel 2020 a seguito degli effetti recessivi della pandemia, i cui contraccolpi si sono estesi fino a gennaio 2021; da febbraio, l’occupazione è tornata a crescere, seppure in modo graduale. Restano da recuperare ancora 735mila posti di lavoro. Il numero di occupati – ha detto – ha subìto la prima decisa contrazione nei mesi di marzo e aprile 2020, per poi mantenersi stabile nei due mesi successivi e mostrare segnali di recupero tra luglio e agosto; da settembre, tuttavia, è tornato a diminuire, raggiungendo un minimo a gennaio 2021 (-916mila occupati rispetto a febbraio 2020). Tra febbraio e maggio 2021, il numero di occupati è cresciuto progressivamente e ha raggiunto i 22 milioni 427mila (+180mila, +0,8% rispetto a gennaio 2021), un livello comunque inferiore di 735 mila unità (-3,2%) rispetto a quello pre-pandemia (febbraio 2020) e prossimo ai livelli occupazionali registrati a metà 2015”.

Gli eventi Cig

“Nel corso del 2020 – ha concluso Blangiardo – sono stati coinvolti in eventi Cig oltre il 40% dei 15,7 milioni di dipendenti del settore privato extra-agricolo residenti in famiglia. Si tratta di circa 6,8 milioni di individui con eventi Cig in almeno una settimana dell’anno. La durata media è pari a circa il 15,4% delle settimane con copertura contrattuale nel 2020. Il valore mediano di questa misura dell’intensità della Cig è stato nel 2020 di poco superiore all’11%, mentre per oltre un quinto di tali individui l’intensità è stata superiore al 20%: si tratta dunque di una distribuzione con una accentuata asimmetria”.
C’è però da sottolineare, e questo finalmente è un dato positivo, che negli ultimi due trimestri c’è stato un deciso rientro, che regala qualche sprazzo di ottimismo per i mesi venire.


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