Entra in vigore il nuovo sistema internazionale per le unità di misura

Addio al chilo, l’ampere, la mole e il kelvin. Dal 20 maggio le vecchie unità misure hanno lasciato il posto a nuovi criteri di definizione. A stabilire le nuove regole di misura non sono più punti di riferimento fisici, come il Grand Kilo, ovvero il cilindro di platino-iridio riferimento del chilogrammo conservato a Parigi, ma leggi matematiche come le costanti dell’universo. Nessuna conseguenza, però, per chi va a fare la spesa. La bilancia continuerà a segnare il chilogrammo come sempre. Col tempo a trarre vantaggio da questo cambiamento saranno piuttosto le misure relative a quantità molto piccole. Potranno infatti guadagnare in precisione settori come l’industria elettronica, l’industria farmaceutica e le applicazioni delle nanotecnologie.

Il nuovo sistema è più democratico

“È una rivoluzione che non comporterà alcuno scossone: non dovremo ritarare le nostre bilance e tutti gli altri strumenti di misura”, osserva il presidente dell’Istituto Nazionale di Metrologia (Inrim), Diederik Wiersma. Le unità del Sistema Internazionale di misura oggi sono riferite a una costante fondamentale, ovvero sono basate su un numero che si trova ovunque. “Una differenza enorme rispetto al passato, soprattutto per il chilo, che era ancora un campione materiale conservato in una cassaforte”, spiega Maria Luisa Rastello, direttrice scientifica dell’Inrim. Inoltre il nuovo sistema è molto più democratico, perché i valori di riferimento sono a disposizione di tutti.

Dal 1960 erano stati abbandonati quasi tutti i riferimenti fisici, tranne il kg

Si paga però un piccolo prezzo: per il chilogrammo, ad esempio, ora “c’è una piccola aggiunta di incertezza – continua Rastello – una variazione inferiore al peso di un’ala di una farfalla, e ben al di sotto del livello percepibile da chi compra un chilo di pasta”.

Il nuovo Sistema Internazionale delle misure era stato approvato il 16 novembre 2018 dalla 26a Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (Cgpm), in cui l’Italia, con l’Inrim, ha avuto un ruolo importante. Il nuovo sistema, riferisce Ansa, sostituisce quello noto dal 1960, nel quale erano stati gradualmente abbandonati quasi tutti i riferimenti fisici, a eccezione del chilogrammo.

Costante di Planck, carica dell’elettrone, costante di Boltzmann e numero di Avogadro

Nel 1967 la prima unità di misura a essere definita sulla base di una costante, è stato il secondo, tramite la transizione dell’atomo di cesio. Nel 1979 è stata la volta della candela, definita in base al coefficiente di visibilità, e nel 1983 il metro ha abbandonato la vecchia barra di platino-iridio, e in seguito la lunghezza d’onda del krypton, per essere definito sulla base della velocità della luce. Mancavano all’appello chilogrammo, ampere, kelvin e mole, che da oggi sono definiti rispettivamente con la costante di Planck, la carica dell’elettrone, la costante di Boltzmann per il kelvin, e il numero di Avogadro per la mole.


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