Auto nuova, quali sono i criteri di scelta? Gli italiani si focalizzano soprattutto sui costi

Anche in tempi di pandemia, gli italiani non rinunciano alla passione tipicamente tricolore per le auto. Tanto che il mercato dell’auto sta rapidamente riprendendo quota. Ma quali sono gli aspetti fondamentali su cui si concentrano i nostri connazionali prima di effettuare l’acquisto? Ovvero, quali sono i criteri di scelta? L’indagine di Facile.it e MiaCar condotta su un campione rappresentativo dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat rivela che al primo e secondo posto si piazzano rispettivamente prezzo e consumi.

Attenti al portafoglio

Gli italiani, quindi, sono attenti al portafoglio, specie quando si tratta di un investimento importante come lo è l’acquisto i una macchina nuova. Tanto che ben 1 automobilista su 2 ha dichiarato di aver comprato l’auto in base al costo. Come quasi sempre, sono le signore le più attente al budget (51,4% vs 48,4%), così come gli over 65 (56,4%). Gli uomini e i giovani sono invece quelli meno interessati al prezzo. In ogni caso, la questione portafoglio è importante anche per la seconda voce di questa classifica, che vede i consumi come il secondo aspetto più importante per i compratori. Il 37,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli uomini (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli under 24 (40,7%). 

Il budget conta

Ritorna l’aspetto economico anche al quinto posto, preceduto di poco dalla marca del veicolo, importante per il  32,7% del campione, e dall’estetica del mezzo: appena fuori dal podio c’è infatti la voce spese di gestione, che guida le scelte del 18% della popolazione italiana al volante. Qualche piccola differenza fra le priorità espresse da uomini e donne c’è: le signore preferiscono le city car o comunque le auto piccole, mentre i signori sono maggiormente interessati alle dotazioni tecnologiche di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla potenza del motore (16,1% vs 9,2%). Solo il 14,2% dei rispondenti ha indicato lo spazio dell’abitacolo tra i criteri più importanti nella scelta dell’auto, mentre ancor meno, il 13,8%, guarda alle dimensioni del bagagliaio, percentuale che però sale a quasi il 20% nella fascia di rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

Le informazioni si cercano in rete

Prima di acquistare, però, gli italiani vogliono informarsi su modelli e prestazioni. E dove lo fanno? Al primo posto c’è internet, usato da più di 6 rispondenti su 10. In particolare, si consultano i siti delle case automobilistiche (38,5%), i siti di informazione (27,6%) e quelli di annunci (15,4%); solo il 9%, invece, lo fa tramite social network.


Quasi 9 euro di tasse su 10 vengono prelevate dallo Stato centrale

Sebbene oltre la metà della spesa pubblica italiana sia in capo a Regioni ed enti locali, le tasse degli italiani continuano in massima parte a confluire nelle casse dello Stato centrale. Nel 2019, ad esempio, l’85,4% del totale del gettito tributario è stato prelevato dall’erario: 441,4 miliardi, su un totale di 516,6. Per contro, agli enti periferici sono andate le “briciole”, poco più di 75 miliardi, pari al 14,6% del totale. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA. Uno squilibrio, quello tra entrate e centri di spesa, che secondo la CGIA dimostra ancora una volta come l’Amministrazione pubblica centrale sia sempre più arroccata su una posizione di difesa del proprio ruolo di intermediazione.

Funzioni e competenze vanno trasferite agli enti periferici

Le Amministrazioni locali, che gestiscono una quota di spesa pubblica superiore a quella delle Amministrazioni centrali, in virtù del trasferimento di funzioni e competenze avvenuto circa due decenni fa, continuano a dipendere in buona misura dalle coperture finanziarie che arrivano da “Roma”. Tuttavia, i tempi di erogazione da parte dello Stato centrale non sempre sono velocissimi, anzi.
A fronte del risultato emerso da questa elaborazione, appare necessario approvare in tempi ragionevolmente brevi la legge sull’autonomia differenziata chiesta a gran voce da molte Regioni. In altre parole, vanno trasferite funzioni e competenze agli enti periferici, che a loro volta, devono poter contare su risorse proprie che dovranno essere “recuperate”, trattenendo sul territorio buona parte delle tasse versate dai contribuenti.

Dal centro alla periferia, dalle persone alle cose e dal complesso al semplice

Naturalmente le aree del Paese più in ritardo dovranno essere aiutate economicamente da quelle che non lo sono, la solidarietà tra territori costituirà il collante di questo cambiamento epocale. Tutto ciò con l’obiettivo di abbassare il carico fiscale generale, e conseguentemente migliorare i conti pubblici, esaltando così il principio del “vedo, pago e voto”.
Una riforma, quella dell’autonomia, che ridisegnerà il fisco in senso federale attraverso la riscrittura di 3 passaggi fondamentali, dal centro alla periferia, dalle persone alle cose e dal complesso al semplice.

Le prime 20 imposte generano quasi il 94% del gettito totale

Nonostante contiamo un numero spropositato di tasse, imposte e tributi, le prime 20 voci per importo prelevato incidono sul gettito tributario totale per il 93,7%. Solo le prime tre, Irpef, Iva e Ires, pesano sui contribuenti italiani per un valore complessivo pari a 320,6 miliardi di euro. Un importo, quest’ultimo, che “copre” il 62% del gettito complessivo. In vista della prossima riforma fiscale, oltre a ridurre il carico in capo a famiglie e imprese, appare sempre più necessario semplificare il quadro generale, tagliando gabelle e balzelli, che per l’erario spesso costituiscono più un costo che un vantaggio.


Turismo: oltre 25 milioni i pernottamenti stimati dei turisti stranieri

Sono oltre 25 milioni i pernottamenti stimati dei turisti stranieri in Italia per l’estate 2021. Oltre metà di loro (55,4%) ha deciso di andare in vacanza fra giugno e settembre, e il 5% ha scelto proprio il Belpaese. Per il sistema ricettivo alberghiero ed extra-alberghiero italiano questo si tradurrebbe in 7,2 milioni di arrivi e 25,1 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 29,2% e del 15,3% rispetto al 2020. È quanto emerge da un’anticipazione dell’indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena sui consumi turistici degli stranieri provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti. Cinque le regioni più scelte per i soggiorni: Trentino-Alto Adige, Toscana, Sicilia, Puglia e Lombardia.

Mare, montagna, città d’arte e borghi, ma anche agriturismo e terme

Se circa la metà del campione opta per il mare (48,4%), bene anche la montagna (15,1%), le città d’arte e cultura e i borghi (12,3%), e la “campagna, agriturismo” (8%).  E, ancora, grandi città o vacanza al lago, indicati rispettivamente dal 5,4% e dal 4,9% del campione. Chiude la quota dei turisti che quale preferenza ha individuato “terme e benessere” (1,8%). Quasi 6 turisti stranieri su 10 concentreranno la loro villeggiatura nel mese di luglio (25,7%), e agosto (32,7%), mentre a settembre il 19,9% e a giugno il 12,3%.

Identikit del turista d’oltralpe post Covid-19

Quadro o impiegato, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un titolo di studio medioalto. È questo l’identikit del turista straniero che ha scelto di trascorrere la vacanza in Italia, che preferisce una vacanza di una settimana, in coppia o in famiglia, meglio se al mare nel mese di agosto, ma non disdegna la montagna o le città d’arte. E per il pernottamento? Oltre la metà predilige “albergo o villaggio turistico” (44%) anche se il 35,8%, anche a causa dei modificati consumi turistici legati all’emergenza pandemica, va alla ricerca di una “casa presa in affitto” (19,3%) o di “un’abitazione di proprietà della famiglia” (9,2%) o, ancora, sarà “ospite di parenti e amici” 7,3%). Per vivere una vacanza sicura, poi, indica due priorità, vigilare sull’osservazione delle norme di distanziamento sociale e green pass.

Vacanza sicura, distanziamento sociale e green pass 

Quali sono le azioni prioritarie affinché un turista tedesco, francese, britannico, spagnolo e francese possa sentirsi al sicuro in vacanza? Due le azioni principali emerse dal sondaggio: il 22,3% ritiene sia fondamentale “vigilare sull’osservazione delle norme di distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine”, mentre il 17,7% punta sul pass vaccinale per spostarsi in piena libertà e sicurezza durante la permanenza in Italia. A seguire, risulta indispensabile “regolare l’afflusso di turisti per evitare assembramenti” (14,3%), garantire “l’osservanza del distanziamento sociale durante la fruizione dell’offerta culturale” (13,7%), organizzare adeguatamente “il distanziamento sociale e una corretta sanificazione degli ambienti (12%), e “assicurare ai visitatori strutture sanitarie efficienti in grado di prestare soccorso in caso di bisogno” (8,2%).