Mercato del lavoro, una quiete prima della tempesta

La situazione del mercato del lavoro in Italia negli ultimi mesi fa pensare al rischio quiete prima della tempesta A novembre 2020 infatti l’occupazione delle imprese artigiane, micro e piccole ha registrato un andamento sostanzialmente piatto. All’apparenza può sembrare un dato positivo, considerata la crisi socio-economica persistente, ma in realtà ciò è stato determinato in gran parte da fattori esterni al mercato del lavoro, come il divieto di licenziamento e il massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni. È quanto emerge dall’Osservatorio Lavoro della Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, e curato dal Centro studi della Confederazione.

La crescita dei posti di lavoro dopo cinque anni si ferma

L’Osservatorio analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole dal dicembre 2014, anno di inizio della stagione di riforme che ha profondamente modificato il mercato del lavoro italiano. I dati sull’occupazione in questo importante segmento di imprese coprono ormai undici mesi su dodici e già permettono di registrare alcuni dati di fatto. Il più evidente è l’arresto della crescita dei posti di lavoro dopo cinque anni. A novembre l’incremento, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, è stato appena percettibile, segnando un +0,2%. Va però sottolineato che questo è accaduto solo grazie all’azione pubblica a difesa dell’occupazione. A novembre le cessazioni, anno su anno, registrano infatti un calo del 20,4%. Dato quasi perfettamente bilanciato dall’altrettanto brusca riduzione delle assunzioni, in diminuzione tendenziale del 22,3%.

Prosegue la ricomposizione delle tipologie contrattuali

In linea con gli anni precedenti, poi, è anche la ricomposizione delle tipologie contrattuali. Il tempo indeterminato, nettamente predominante fino a pochi anni fa, ormai rappresenta solo poco più della metà totale. In particolare, il 54,7%, contro l’84,8% di dicembre 2014.

Segno, questo, che il contratto a tempo indeterminato si sta dimostrando il più adatto alle esigenze di flessibilità delle piccole imprese, esigenze che ne costituiscono un punto di forza non secondario, ma al contempo anche del persistere, e non potrebbe essere altrimenti, di una grande incertezza sul futuro.

Quando l’intervento pubblico cesserà le imprese faranno i conti con l’andamento economico

Per avere il quadro definitivo del mercato occupazionale nell’anno appena trascorso bisognerà attendere qualche settimana. I dati pubblicati dall’Osservatorio rappresentano un risultato sicuramente molto interessante dal punto di vista statistico, che però non riuscirà a far spostare l’obiettivo di crescita quando l’intervento pubblico cesserà, e le imprese saranno chiamate a fare i conti con l’andamento e le prospettive economiche. Solo in quel momento, sottolinea l’Osservatorio lavoro della Cna, si potrà conoscere quanto effettivamente l’emergenza sanitaria avrà condizionato l’occupazione nelle imprese artigiane italiane, micro e piccole.


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