La fiducia nei media, i risultati di una ricerca globale

Tra fake news e disinformazione abbiamo ancora fiducia nelle notizie divulgate dai media? Pare di si, tanto che a livello globale otto adulti su dieci verificano che le notizie su cui fanno affidamento provengano da fonti affidabili.

Secondo Trust Misplaced?, il report di Ipsos e The Trust Project sulla fiducia nei media, la metà degli intervistati (49%) afferma di assicurarsi regolarmente che le notizie che legge, guarda o ascolta provengano da fonti affidabili. Il 33% afferma invece di farlo solo occasionalmente.

“La verità sta rapidamente diventando un concetto soggettivo, personale, governato soprattutto dalle emozioni – scrive nel rapporto Darrell Bricker PhD, Global Service Line Leader, Public Affairs -. Ora parliamo la nostra verità in contrapposizione alla verità”.

Il 67% legge solo notizie “gratuite”

Se due terzi (64%) degli intervisti afferma di avere facile accesso alle notizie di cui possono fidarsi. dietro questi segnali incoraggianti si cela un possibile terreno fertile per la diffusione della disinformazione. A livello globale, infatti, il 67% degli adulti afferma di leggere solo notizie a cui può accedere gratuitamente, mentre solo il 27% è disposto a pagare per notizie da fonti di cui si fida. La capacità dichiarata di pagare per avere notizie da fonti affidabili varia tra i Paesi, e va dal 57% in India a solo il 13% in Giappone, il 15% in Russia e il 18% in Spagna e Francia.

Il 58% è fiducioso nella capacità di individuare le fakenews

A livello globale, la maggior parte degli adulti intervistati riceve spesso notizie da una varietà di fonti mediatiche. Quasi tre quarti riferiscono di ricevere le proprie notizie almeno tre volte alla settimana da televisione (74%) e social media (72%), sei su dieci da siti (62%) e app di notizie (61%), quattro su dieci dalla radio (42%) e uno su quattro da carta stampata e riviste (24%). Molti poi affermano di essere fiduciosi nella loro capacità di individuare le fakenews (58%), ma sono meno fiduciosi nella capacità dei loro concittadini di farlo (30%). E solo il 46% ritiene che altri Paesi possano diffondere notizie false nel proprio Paese. 

Idee populiste o nazionaliste generano disinformazione

Chi è d’accordo con idee populiste o nazionaliste è più incline alla disinformazione: a livello globale, coloro che concordano sul fatto che “gli esperti di questo Paese non capiscono la vita di persone come me” sono più propensi a leggere solo le notizie a cui possono accedere gratuitamente (72% vs. il 62%).

“La verità e l’affidabilità, anche se a rischio, sono chiaramente ricercate in tutto il mondo – dichiara Sally Lehrman, Ceo e fondatrice di The Trust Project -. Questi dati sono un richiamo all’azione per le organizzazioni giornalistiche per sottolineare i valori e l’integrità che stanno dietro al loro lavoro e conquistare un pubblico più vasto e disposto a pagare”. 


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