Intelligence economica: la strategia per i manager 4.0

L’intelligence economica è lo strumento strategico per i manager 4.0. Se è vero che l’Italia è tra i paesi che dispongono di uno strumento di screening degli investimenti esteri come “golden power”, diventa determinante “avere un sistema di intelligence economica efficiente e strutturato come strumento strategico di gestione”, spiega Giacomo Gargano, presidente Federmanager Roma. Un sistema che consenta di raccogliere dati e informazioni al fine di individuare le opportunità, e le minacce, per lo sviluppo del business.

Le Pmi non ne riconoscono ancora il ruolo strategico

Molte Pmi, però, non riconoscono ancora il ruolo strategico dell’intelligence economica, la cui funzione è quella di incrociare dati e informazioni, analizzarli e trasformarli in decisioni pertinenti e strategiche. Per aiutare le Pmi Federmanager e Confindustria hanno individuato le competenze necessarie per sostenerne la crescita, specie digitale, tramite “un progetto di formazione pensato dai manager per i manager”, aggiunge Gargano. Finora sono stati certificati 208 dirigenti, con attenzione particolare su quattro figure chiave, innovation manager, temporary manager, manager di rete ed export manager, riferisce Adnkronos.

Uno strumento essenziale per manager e politici

“Oggi manager e politici hanno una funzione comune: quella di essere capaci di trasformare le conoscenze in azione concreta”, sostiene Gian Paolo Manzella, assessore Sviluppo economico, commercio e artigianato, start-up, Lazio creativo e innovazione della Regione Lazio. Per questo motivo è stato istituito il Consiglio delle imprese internazionali del Lazio, un organismo “che ha il compito di aiutarci a fare politiche più moderne, più innovative e più capaci di attrarre investitori verso il nostro territorio”, aggiunge Manzella.

Una banca dati digitale per gli imprenditori

“Rispetto al resto dell’Europa il gap delle imprese non è solo tecnologico, ma culturale”, afferma Paolo Ghezzi, direttore generale di Infocamere. A questo proposito “Stiamo creando una banca dati, il cosiddetto digitale dell’imprenditore, un patrimonio informativo a portata di tutti, anche in mobilità”, spiega Ghezzi. Qualche numero? In Italia le start up sono 9.225, nel Lazio 954 e nella provincia di Roma 843, mentre le Pmi innovative in Italia sono 802, nel Lazio 70 e 63 in provincia di Roma.

“I nostri manager sono la leva più importante per attrarre capitali stranieri e per far volare il business all’estero”, chiarisce Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager. L’Associazione quindi “sta irrobustendo i servizi che possono agevolare la managerializzazione delle Pmi – sottolinea Cuzzilla – affinché questa leva sia utilizzata come concreta opportunità di sviluppo del sistema”.