Più sicurezza ai piani bassi grazie alle inferriate

Una delle necessità delle persone che vivono ai piani bassi, o direttamente al livello di strada, è quello di garantire il massimo della sicurezza per quanto riguarda la porta di accesso a casa. Gli appartamenti che si trovano a livello di strada infatti, così come quelli che hanno un ingresso sul retro (magari in giardino) sono quelli maggiormente esposti agli attacchi di eventuali malintenzionati in quanto facili da raggiungere e dunque per questo più esposti al rischio.

Per questo motivo coloro i quali sono interessati da questo problema sono certamente alla ricerca di soluzioni che consentano di risolvere in maniera definitiva ed efficace la possibilità che qualcuno possa forzare la porta di ingresso e dunque accedere in casa.

Le inferriate apribili garantiscono il massimo della sicurezza

Da questo punto di vista sicuramente le inferriate apribili rappresentano la soluzione definitiva ed efficace di cui si avverte la necessità. Esse rappresentano infatti una barriera impossibile da superare perché realizzate con ferro inossidabile e dunque semplicemente impensabili da riuscire in qualche modo a superare.

Questo tipo di prodotto offre dunque tutta la sicurezza di cui si ha bisogno, unita ad una grande facilità di utilizzo, dato che le inferriate apribili possono essere aperte al bisogno con un semplice gesto della mano e dunque consentire facilmente l’ingresso e l’uscita dall’abitazione o dai locali.

Inoltre il loro impatto estetico è particolarmente gradevole dato che, grazie alla sapiente lavorazione del ferro battuto, il loro design è pensato appositamente per riuscire ad adattarsi ad ogni tipo di contesto.

Inferriate fisse per le finestre

Per tutte quelle aperture che non necessitano invece di un sistema di apertura perché non adibite al passaggio di persone o cose (ad esempio le finestre) è possibile invece installare le inferriate fisse, che rappresentano una soluzione efficace e definitiva.


Dove è bene posizionare il condizionatore?

Il condizionatore è sicuramente un dispositivo in irrinunciabile in casa, dato che è in grado di rendere l’ambiente più fresco d’estate e più caldo in inverno. Grazie al suo lavoro è dunque possibile migliorare il comfort in casa e vivere in un ambiente ancora più piacevole ed accogliente.

I moderni condizionatori d’aria tra l’altro, sono in grado di svolgere efficacemente il proprio lavoro consumando molta energia in meno rispetto a quanto avveniva con i climatizzatori di vecchia generazione. Più efficienza e maggior risparmio dunque, ma anche una minore produzione di inquinamento e più rispetto per l’ambiente.

Dove installare il nuovo condizionatore d’aria?

Una domanda che molti spesso si pongono quando decidono di acquistare un nuovo condizionatore è quella relativa alla stanza in cui installarlo. C’è chi preferisce il soggiorno e chi invece desidera posizionarlo nelle camere da letto per dormire più al fresco. C’è chi opta per la cucina e chi invece lo vuole posizionare in corridoio.

Iniziamo Intanto con il dire che posizionare il condizionatore nella parte sbagliata di casa può influire negativamente sul rendimento ma anche aumentare i consumi. Per questo motivo è bene ponderare con calma le stanze e la posizione esatta in cui ubicare un nuovo condizionatore.

I consigli per posizionare il condizionatore nel modo giusto

Un primo consiglio è quello di evitare di posizionare il condizionatore dietro delle tende o dei grandi mobili in quanto ciò impedirebbe all’aria di circolare liberamente. Inoltre, bisogna tenere a mente che il condizionatore è collegato all’unità posizionata sulla parete esterna tramite dei tubi, e per questo è bene collocarlo in prossimità di una parete che dia proprio sulla facciata esterna dell’edificio.

Inoltre, dato che l’aria fredda tende a posizionarsi verso il basso, è bene posizionare in alto il condizionatore così che questo possa diffondersi in maniera uniforme in tutto l’ambiente. A tal proposito non è consigliabile l’installare il condizionatore in corridoio dato che qui gli ambienti sono ristretti e l’aria non avrebbe la possibilità di circolare in maniera corretta, costringendo la macchina ad impiegare maggiori energie per rinfrescare l’aria.

In definitiva il consiglio è quello di posizionare un condizionatore in ogni stanza dando la preferenza a quelle in cui si trascorre la maggior parte del tempo e chiaramente evitando il corridoio.

I condizionatori Mitsubishi sono tra i migliori in commercio ed offrono un design in grado di sposarsi perfettamente con qualsiasi tipo di arredamento, oltre alla fantastica possibilità di essere azionati direttamente tramite il WiFi.


Over Motel: benessere e relax

L’Over Motel è il motel Brianza ideale per quanti desiderano individuare una struttura ricettiva che sia posizionata in maniera strategica che consenta di poter raggiungere Monza e la Brianza, ma anche il centro di Milano in un paio di minuti in auto. La struttura è di recente costruzione, e parliamo di un 4 stelle che mette a disposizione degli utenti ogni tipo di comodità per garantire loro un soggiorno assolutamente piacevole e ristoratore all’interno delle camere. Vi sono Infatti aria condizionata e riscaldamenti, TV, telefono, cassetta di sicurezza e tutti gli accessori da bagno. La cosa più interessante è che alcune delle camere migliori dispongono di una spa privata, quindi ad uso esclusivo della stanza all’interno del quale gli utenti possono concedersi una piacevole pausa di benessere ogni qualvolta lo desiderano, senza limiti di tempo.

Questa piacevole possibilità messa a disposizione dall’Over Motel è ovviamente sempre a disposizione degli utenti, senza limitazioni, ogni qualvolta desiderino concedersi un momento di piacevole di relax facendo l’idromassaggio, una sauna o uno dei trattamenti particolari tra i quale è possibile scegliere. Questo hotel dunque, è ideale sia per quanti si spostano per lavoro che per vacanza, considerando inoltre che è possibile parcheggiare la vettura all’interno di box privati con ingresso adiacente la porta di accesso della camera.

Dunque si avrà sempre la propria vettura a pochi metri di distanza, e grazie ad una tenda motorizzata sarà possibile di volta in volta chiudere la visuale dall’esterno o meno in base alle proprie preferenze. L’hotel mette infine a disposizione la possibilità di richiedere in anticipo determinati tipi di allestimento in camera per rendere l’atmosfera ancora più romantica, particolare e adatta al tipo di serata da trascorre assieme al proprio partner, con relativo effetto sorpresa. È possibile richiedere informazioni o prenotare una camera contattando il recapito telefonico 0395973862.


Il design ed il comfort delle calzature Bruno Bordese

Scopri l’eleganza ed il comfort della calzature Bruno Bordese, marchio che da 25 anni si contraddistingue per l’originalità delle sue creazioni e materiali di grande qualità. Si tratta di prodotti dal design assolutamente inconfondibile ed in grado di arricchire e valorizzare qualsiasi tipo di outfit, in particolar modo quello di chi ama osare e al tempo stesso stupire con il proprio abbigliamento. Una scarpa Bruno Bordese è la scelta giusta per quanti desiderano mantenere un profilo alto seguendo le mode del momento e le tendenze più in voga, mostrando al tempo stesso agli altri parte del proprio carattere. La creatività che caratterizza le calzature Bruno Bordese è il frutto di un accurato lavoro di ricerca di materiali e soluzioni in grado di conferire ad ogni prodotto un design unico e inarrivabile, in grado di fare la differenza, considerando anche la grande resistenza offerta dai materiali impiegati grazie ai quali le calzature sono destinate a durare nel tempo.

Non solo design e materiale performanti ovviamente, ma anche una comodità fuori dal comune ed in grado di coccolare il piede anche se le si indossa e si cammina per parecchie ore al giorno. Ad ispirare le collezioni Bruno Bordese sono principalmente lo stile urbano e quello dei più giovani, ma anche un saper guardare al passato in maniera creativa e artistica. Il saper cogliere importanti aspetti classici e moderni, e applicarli con stile ad ogni calzatura, è il segreto di quel mix perfetto che è possibile ammirare in ogni singola collezione Bruno Bordese. Chi ama apparire e comunicare attraverso il proprio abbigliamento, lasciando che siano anche le scarpe a raccontare qualcosa di noi a quanti ci osservano, apprezza ogni singolo prodotto di queste collezioni così innovative ed in grado di conquistare giovani e meno giovani, uomini e donne accomunati dal desiderio di vestire in maniera ricercata ed in linea con le tendenze del momento.


Cialde Lavazza | Gusto e qualità

Le moderne macchinette per il caffè offrono agli utenti la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti che consentono di ottenere un caffè in maniera molto più rapida rispetto alla moka. Questa vasta possibilità di scelta è un fattore in grado di determinare una certa confusione nei consumatori, i quali finiscono solitamente con l’acquistare ogni volta un prodotto diverso senza mai riuscire a trovare ciò che sia veramente in grado di incontrare i propri desideri e aspettative. Le cialde per il caffè hanno infatti diverse caratteristiche, anche organolettiche, che variano in base alla miscela utilizzata ed alla qualità della stessa. Scegliere quelle giuste significa assicurarsi un prodotto in grado di regalare ogni volta quella piacevole sensazione che si prova quando si sorseggia il buon caffè del bar, quel piccolo piacere quotidiano che tutti desiderano concedersi anche più volte al giorno.

Per essere sicuri di scegliere veramente le migliori, e assicurarsi gusto e cremosità tazzina dopo tazzina, le cialde Lavazza a Modo Mio di Cialdamia.it sono la soluzione perfetta per te che ami il sapore del buon caffè. Lavazza mette infatti a tua disposizione una vasta gamma di ottime cialde dalle miscele accuratamente selezionate tra le migliori, opportunamente sigillate per garantirti ogni volta il massimo della freschezza e della qualità. Non hai che da scegliere tra le tantissime varianti presenti quella che più incontra i tuoi gusti o che stuzzica il tuo palato: alle miscele più tradizionali infatti (quale ad esempio la qualità Crema e Gusto, quella Rossa o quella Oro) puoi preferire quelle più particolari come quelle al Ginseng e all’Orzo, per iniziare la giornata con la giusta carica di gusto ed energia. Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio quello di regalarti tutta la libertà di bere esattamente il caffè che più ti piace, senza dover mai rinunciare al gusto e alla qualità.


Asciugamani elettrici by Mediclinics

Mediclinics produce da vent’anni asciugamani elettrici che sono diventanti un punto di riferimento nel settore dell’asciugatura delle mani. A differenza dei metodi tradizionali, quali fazzoletti o teli di spugna infatti, questo sistema consente una asciugatura molto più precisa ma soprattutto igienica e rapida. Nessun residuo d’acqua sulle mani dunque, e nessun residuo di carta o possibilità di entrare in contatto con batteri vari. È la soluzione perfetta per tutti coloro che necessitano velocità di servizio (pensiamo alle toilette presenti in aeroporti, stazioni e ospedali ad esempio, in cui è possibile vi sia un gran numero di utenti che necessita di usufruire contemporaneamente dei servizi igienici) e che vogliono al tempo stesso offrire sempre i migliori servizi ai propri clienti, facendoli sentire come a casa anche mentre viaggiano per lavoro o si trovano in albergo, in un centro commerciale o a cena in un ristorante.

Il sito web di Mediclinics mostra all’utente una vasta gamma di asciugamenti elettrici ed altri accessori pensati per l’igiene degli ambienti pubblici, ed in particolare di bagni e spogliatoi:  alcuni prodotti poi, come ad esempio DualFlow, costituiscono gli asciugamani a lama d’aria più moderni e funzionali il settore possa offrire. Sempre con un occhio al risparmio energetico, grazie all’assenza della resistenza, ma non solo. Questo ingegnoso dispositivo risolve infatti anche un annoso problema: quando si utilizzano asciugamani elettrici tradizionali, è frequente constatare la presenza di pozzanghere d’acqua al di sotto di essi, dato che dalle mani cadono comunque alcune gocce d’acqua. L’asciugamano elettrico Mediclinics è dotato invece di un sistema ad imbuto che raccoglie le gocce d’acqua e le convoglia all’interno di un serbatoio, garantendo così il massimo della pulizia anche in tutta l’area circostante. Quando il serbatoio sarà quasi pieno il gestore verrà avvisato da un segnale acustico e visivo, così da consentire il facile intervento di svuotamento dello stesso.

In un blog dove trattiamo di salute ed igiene, non potevamo non promuovere un’azienda che fa del “green” la propria caratteristica distintiva.


SEO e FUNNEL: due concetti fondamentali del web marketing

Il web marketing, si sa, è oggi una delle forme di “pubblicità” più remunerative: chiunque, di ogni età e ceto sociale, utilizza ormai un pc, un tablet o uno smartphone, e chiunque utilizza i motori di ricerca (Google in primis) per cercare informazioni su un servizio, un prodotto o altro. In Italia, poche aziende seguono con coerenza e la giusta attenzione la propria presenza web, limitandosi spesso ad avere un sito vetrina, mal posizionato se non quasi invisibile su parole chiave particolarmente competitive, lasciando di fatto a pochi tutta la mole di ricerche che gli utenti, quotidianamente, svolgono online. WebSenior, una web agency a Monza, segue progetti di sviluppo e posizionamento di siti web, oltre a presenza sui social network ed altre attività di web marketing, e ci spiega quanto segue. “Il concetto fondamentale che sta alla base del successo di un progetto di web marketing, sia esso SEO, SEM o qualsiasi altra azione, è il funnel. Questo può essere riassunto nel concetto di “imbuto”: per forza di cose, potranno essere molti gli utenti che cercano il mio prodotto o servizio, ma solo una minima parte di essi arriverà a contattare proprio me.

Il processo di conversione passa da molti, fondamentali aspetti: quali ricerche intercetto, come mi posiziono su di esse, quale messaggio comunico per spingere l’utente a cliccare sul mio sito … Ed ancora: come lo accolgo, come lo porto a generare una richiesta, e molti altri dettagli che fanno la differenza. Quando seguiamo un progetto web, quindi, ci preoccupiamo non di arrivare al maggior numero di persone possibile, ma di arrivare a quelle giuste, a quelle che effettivamente stanno cercano me”. In sostanza, il messaggio che passa è: non è sufficiente concentrarsi sulla visibilità, sull’essere in prima pagina per 100 keyword, ma bisogna capire bene quale potrà essere il mio campo di battaglia, e dare il meglio su quello. Struttura una buona landing page per quel particolare tipo di ricerca e di utente, e coinvolgerlo nel mio sito web. Certo la SEO è indispensabile, perchè se nessuno mi trova tutto il resto è superfluo … ma non è l’unica cosa che conta.


Auto nuova, quali sono i criteri di scelta? Gli italiani si focalizzano soprattutto sui costi

Anche in tempi di pandemia, gli italiani non rinunciano alla passione tipicamente tricolore per le auto. Tanto che il mercato dell’auto sta rapidamente riprendendo quota. Ma quali sono gli aspetti fondamentali su cui si concentrano i nostri connazionali prima di effettuare l’acquisto? Ovvero, quali sono i criteri di scelta? L’indagine di Facile.it e MiaCar condotta su un campione rappresentativo dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat rivela che al primo e secondo posto si piazzano rispettivamente prezzo e consumi.

Attenti al portafoglio

Gli italiani, quindi, sono attenti al portafoglio, specie quando si tratta di un investimento importante come lo è l’acquisto i una macchina nuova. Tanto che ben 1 automobilista su 2 ha dichiarato di aver comprato l’auto in base al costo. Come quasi sempre, sono le signore le più attente al budget (51,4% vs 48,4%), così come gli over 65 (56,4%). Gli uomini e i giovani sono invece quelli meno interessati al prezzo. In ogni caso, la questione portafoglio è importante anche per la seconda voce di questa classifica, che vede i consumi come il secondo aspetto più importante per i compratori. Il 37,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli uomini (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli under 24 (40,7%). 

Il budget conta

Ritorna l’aspetto economico anche al quinto posto, preceduto di poco dalla marca del veicolo, importante per il  32,7% del campione, e dall’estetica del mezzo: appena fuori dal podio c’è infatti la voce spese di gestione, che guida le scelte del 18% della popolazione italiana al volante. Qualche piccola differenza fra le priorità espresse da uomini e donne c’è: le signore preferiscono le city car o comunque le auto piccole, mentre i signori sono maggiormente interessati alle dotazioni tecnologiche di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla potenza del motore (16,1% vs 9,2%). Solo il 14,2% dei rispondenti ha indicato lo spazio dell’abitacolo tra i criteri più importanti nella scelta dell’auto, mentre ancor meno, il 13,8%, guarda alle dimensioni del bagagliaio, percentuale che però sale a quasi il 20% nella fascia di rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni.

Le informazioni si cercano in rete

Prima di acquistare, però, gli italiani vogliono informarsi su modelli e prestazioni. E dove lo fanno? Al primo posto c’è internet, usato da più di 6 rispondenti su 10. In particolare, si consultano i siti delle case automobilistiche (38,5%), i siti di informazione (27,6%) e quelli di annunci (15,4%); solo il 9%, invece, lo fa tramite social network.


Quasi 9 euro di tasse su 10 vengono prelevate dallo Stato centrale

Sebbene oltre la metà della spesa pubblica italiana sia in capo a Regioni ed enti locali, le tasse degli italiani continuano in massima parte a confluire nelle casse dello Stato centrale. Nel 2019, ad esempio, l’85,4% del totale del gettito tributario è stato prelevato dall’erario: 441,4 miliardi, su un totale di 516,6. Per contro, agli enti periferici sono andate le “briciole”, poco più di 75 miliardi, pari al 14,6% del totale. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA. Uno squilibrio, quello tra entrate e centri di spesa, che secondo la CGIA dimostra ancora una volta come l’Amministrazione pubblica centrale sia sempre più arroccata su una posizione di difesa del proprio ruolo di intermediazione.

Funzioni e competenze vanno trasferite agli enti periferici

Le Amministrazioni locali, che gestiscono una quota di spesa pubblica superiore a quella delle Amministrazioni centrali, in virtù del trasferimento di funzioni e competenze avvenuto circa due decenni fa, continuano a dipendere in buona misura dalle coperture finanziarie che arrivano da “Roma”. Tuttavia, i tempi di erogazione da parte dello Stato centrale non sempre sono velocissimi, anzi.
A fronte del risultato emerso da questa elaborazione, appare necessario approvare in tempi ragionevolmente brevi la legge sull’autonomia differenziata chiesta a gran voce da molte Regioni. In altre parole, vanno trasferite funzioni e competenze agli enti periferici, che a loro volta, devono poter contare su risorse proprie che dovranno essere “recuperate”, trattenendo sul territorio buona parte delle tasse versate dai contribuenti.

Dal centro alla periferia, dalle persone alle cose e dal complesso al semplice

Naturalmente le aree del Paese più in ritardo dovranno essere aiutate economicamente da quelle che non lo sono, la solidarietà tra territori costituirà il collante di questo cambiamento epocale. Tutto ciò con l’obiettivo di abbassare il carico fiscale generale, e conseguentemente migliorare i conti pubblici, esaltando così il principio del “vedo, pago e voto”.
Una riforma, quella dell’autonomia, che ridisegnerà il fisco in senso federale attraverso la riscrittura di 3 passaggi fondamentali, dal centro alla periferia, dalle persone alle cose e dal complesso al semplice.

Le prime 20 imposte generano quasi il 94% del gettito totale

Nonostante contiamo un numero spropositato di tasse, imposte e tributi, le prime 20 voci per importo prelevato incidono sul gettito tributario totale per il 93,7%. Solo le prime tre, Irpef, Iva e Ires, pesano sui contribuenti italiani per un valore complessivo pari a 320,6 miliardi di euro. Un importo, quest’ultimo, che “copre” il 62% del gettito complessivo. In vista della prossima riforma fiscale, oltre a ridurre il carico in capo a famiglie e imprese, appare sempre più necessario semplificare il quadro generale, tagliando gabelle e balzelli, che per l’erario spesso costituiscono più un costo che un vantaggio.


Turismo: oltre 25 milioni i pernottamenti stimati dei turisti stranieri

Sono oltre 25 milioni i pernottamenti stimati dei turisti stranieri in Italia per l’estate 2021. Oltre metà di loro (55,4%) ha deciso di andare in vacanza fra giugno e settembre, e il 5% ha scelto proprio il Belpaese. Per il sistema ricettivo alberghiero ed extra-alberghiero italiano questo si tradurrebbe in 7,2 milioni di arrivi e 25,1 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 29,2% e del 15,3% rispetto al 2020. È quanto emerge da un’anticipazione dell’indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena sui consumi turistici degli stranieri provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti. Cinque le regioni più scelte per i soggiorni: Trentino-Alto Adige, Toscana, Sicilia, Puglia e Lombardia.

Mare, montagna, città d’arte e borghi, ma anche agriturismo e terme

Se circa la metà del campione opta per il mare (48,4%), bene anche la montagna (15,1%), le città d’arte e cultura e i borghi (12,3%), e la “campagna, agriturismo” (8%).  E, ancora, grandi città o vacanza al lago, indicati rispettivamente dal 5,4% e dal 4,9% del campione. Chiude la quota dei turisti che quale preferenza ha individuato “terme e benessere” (1,8%). Quasi 6 turisti stranieri su 10 concentreranno la loro villeggiatura nel mese di luglio (25,7%), e agosto (32,7%), mentre a settembre il 19,9% e a giugno il 12,3%.

Identikit del turista d’oltralpe post Covid-19

Quadro o impiegato, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un titolo di studio medioalto. È questo l’identikit del turista straniero che ha scelto di trascorrere la vacanza in Italia, che preferisce una vacanza di una settimana, in coppia o in famiglia, meglio se al mare nel mese di agosto, ma non disdegna la montagna o le città d’arte. E per il pernottamento? Oltre la metà predilige “albergo o villaggio turistico” (44%) anche se il 35,8%, anche a causa dei modificati consumi turistici legati all’emergenza pandemica, va alla ricerca di una “casa presa in affitto” (19,3%) o di “un’abitazione di proprietà della famiglia” (9,2%) o, ancora, sarà “ospite di parenti e amici” 7,3%). Per vivere una vacanza sicura, poi, indica due priorità, vigilare sull’osservazione delle norme di distanziamento sociale e green pass.

Vacanza sicura, distanziamento sociale e green pass 

Quali sono le azioni prioritarie affinché un turista tedesco, francese, britannico, spagnolo e francese possa sentirsi al sicuro in vacanza? Due le azioni principali emerse dal sondaggio: il 22,3% ritiene sia fondamentale “vigilare sull’osservazione delle norme di distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine”, mentre il 17,7% punta sul pass vaccinale per spostarsi in piena libertà e sicurezza durante la permanenza in Italia. A seguire, risulta indispensabile “regolare l’afflusso di turisti per evitare assembramenti” (14,3%), garantire “l’osservanza del distanziamento sociale durante la fruizione dell’offerta culturale” (13,7%), organizzare adeguatamente “il distanziamento sociale e una corretta sanificazione degli ambienti (12%), e “assicurare ai visitatori strutture sanitarie efficienti in grado di prestare soccorso in caso di bisogno” (8,2%).


Italiani e aggiornamenti: per il 37% sono causa di litigi in famiglia

I dispositivi tecnologici sono oggetti di uso comune per le persone di tutte le età. I bambini li usano per guardare contenuti e giocare, mentre gli adulti li utilizzano per tenersi in contatto con amici e familiari in tutto il mondo. È importante ricordare, tuttavia, che tutti i dispositivi hanno bisogno di essere aggiornati tempestivamente affinché si possa garantire un livello elevato di sicurezza e prestazioni. D’altronde, gli aggiornamenti dei dispositivi possono influenzare le relazioni tra i familiari: il 37% degli utenti ammette di aver litigato con il resto della famiglia proprio per questo motivo.
È quanto emerge da una ricerca condotta da Kaspersky a livello mondiale, dal titolo Pain in the neck. Secondo i risultati della ricerca di Kaspersky l’attività di aggiornamento coinvolge tutta la famiglia.  La ricerca ha infatti lo scopo di indagare sulle abitudini degli utenti in merito all’aggiornamento dei dispositivi, e se più della metà degli intervistati, il 67%, concorda sul fatto che bambini e parenti anziani hanno bisogno di aiuto per aggiornare i dispositivi, questo spesso si traduce in un conflitto tra familiari. Ma il 34% degli adulti italiani intervistati ritiene che installare gli aggiornamenti sia un’attività frustrante e fastidiosa. Non è quindi una sorpresa che tra i membri della famiglia nascano discussioni su chi dovrebbe occuparsene.

Solo il 10% aggiorna il proprio device in autonomia

Inoltre, sempre secondo quanto emerge dalla ricerca, il 79% degli italiani si occupa di installare gli aggiornamenti su tutti dispositivi di casa, indipendentemente dal fatto che viva da solo o con la famiglia. Solo nel 10% dei casi ogni membro della famiglia aggiorna il proprio device in autonomia. Ma sono i partner (8%) e i figli (3%) i componenti della famiglia meno inclini a occuparsi degli aggiornamenti, quindi, tendono a delegare il compito a qualcun altro.

Quando installare gli aggiornamenti diventa “un affare di famiglia”

“Nelle famiglie moderne ogni componente utilizza un dispositivo tecnologico, ed è proprio per questo che installare gli aggiornamenti diventa un affare di famiglia – dichiara Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky -. Secondo quanto emerso dalla ricerca di Kaspersky, tutti i membri della famiglia sono coinvolti in qualche misura in questo processo. Più di un terzo (37%) degli intervistati litiga, addirittura, con i familiari sull’importanza degli aggiornamenti, il che probabilmente dimostra quanto gli utenti prendano seriamente la loro sicurezza online e quella dei propri cari. L’installazione tempestiva degli aggiornamenti – continua Lehn –  aiuta non solo ad accedere a nuove funzionalità e interfacce, ma anche a garantire un alto livello di sicurezza del dispositivo. Un dispositivo aggiornato mantiene al sicuro i dati personali di tutti i membri della famiglia e funziona in modo rapido e ottimale”.


Lombardia, il terziario è ancora in crisi ma le prospettive sono positive

In Lombardia il peggio dovrebbe essere passato e la ripresa potrebbe essere vicina. Le riaperture, sostenute dal procedere della campagna vaccinale e da dati di contagio in costante miglioramento, sono infatti alla base della previsione relativamente ottimistica che viene dagli imprenditori di cui Unioncamere Lombardia raccoglie la voce. 

Il settore più colpito

Il terziario si conferma il comparto economico regionale più colpito dalla crisi: il fatturato delle imprese lombarde attive nei servizi (-1,8% tendenziale) e nel commercio al dettaglio (-1,6%) diminuisce ulteriormente a inizio 2021 rispetto al primo trimestre 2020, periodo in cui gli effetti negativi della crisi avevano già iniziato a farsi sentire. Dopo il recupero che l’anno scorso aveva caratterizzato i mesi estivi, le misure restrittive del secondo lockdown hanno penalizzato nuovamente questi settori già in sofferenza, portando ad ulteriore allargamento del divario rispetto ai livelli pre-crisi, che si attesta al -15,4% per i servizi e al -11,7% per il commercio al dettaglio. Nei servizi, i settori più in difficoltà sono le attività di alloggio e ristorazione e i servizi alle persone: il calo rispetto alla media 2019 supera il 50% per le prime e il 20% per i secondi mentre mostrano una riduzione molto più contenuta i servizi alle imprese (-7,6%) e il commercio all’ingrosso (-4,4%).

Due mondi nel commercio al dettaglio

Nel commercio al dettaglio si conferma la divaricazione nei comportamenti di spesa. I negozi non specializzati, come minimarket e supermercati (che hanno beneficiato dell’aumento dei consumi alimentari domestici: +0,3% rispetto alla media 2019) confermano la loro dinamica positiva, mentre per i negozi non alimentari il divario con il periodo pre-Covid tocca il -20%.

Le ragioni dell’ottimismo

“Le imprese del terziario hanno pagato e stanno ancora pagando il prezzo più pesante di questa crisi ma l’ottimismo sta tornando – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia – se il cammino verso le riaperture rimarrà costante, la ripresa dovrebbe essere ormai vicina e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte per ripartire: per molte imprese dei settori più colpiti ormai è quasi una questione di sopravvivenza”.
Le vaccinazioni e il progressivo allentamento delle misure restrittive permettono però di guardare lo scenario attuale da una nuova prospettiva. Insomma, nonostante i risultati di vendita sicuramente non brillanti di inizio 2021, si torna a vedere rosa. O almeno a vedere la fine di questo lungo tunnel. Le aspettative degli imprenditori sono infatti in deciso miglioramento, con previsioni positive sia in termini di fatturato, sia per quanto riguarda il livello di occupazione. E i prossimi mesi dovrebbero essere veramente decisivi. 


Mercato del lavoro, nell’industria e nei servizi ci sono posti vacanti

Si sente spesso dire che oggi in Italia sia difficilissimo trovare un lavoro, quasi una missione impossibile. Forse non è esattamente così. Fermo restando che esistono grandi criticità nel mercato del lavoro, specie in alcune zone d’Italia, è altrettanto vero che esistono delle possibilità insperate. Almeno è quello che mette in evidenza l’Istat, che nelle sue stime preliminari appena diffuse  rivela che esistono diversi posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi, L’indagine si riferisce al primo trimestre del 2021. L’Istituto di Statistica precisa che la definizione “posti vacanti” si riferisce alle ricerche di personale che, alla data di riferimento (l’ultimo giorno del trimestre), sono iniziate e non ancora concluse. In altre parole, i posti di lavoro retribuiti (nuovi o già esistenti, purché liberi o in procinto di liberarsi) per i quali il datore di lavoro cerca attivamente al di fuori dell’impresa un candidato adatto ed è disposto a fare sforzi supplementari per reperirlo.

Più ruoli scoperti nell’industria rispetto ai servizi

Sono nell’industria più che nei servizi i posti vacanti, quasi a confermare una maggiore dinamicità nei comparti industriali rispetto ai secondi. In base alle stime diffuse dall’Istat, nel primo trimestre 2021, il tasso di posti vacanti destagionalizzato – per il totale delle imprese con dipendenti – si attesta all’1,0% nel complesso delle attività economiche, all’ 1,2% nell’industria e all’1,1% nei servizi. Rispetto al trimestre precedente la situazione appare abbastanza stabile, seppur con un incremento più marcato nell’industria (+0,3 punti percentuali) e più leggero nei servizi (+0,1 punti percentuali). La situazione è analoga anche per le PMI: nelle imprese con almeno 10 dipendenti, il tasso di posti vacanti è pari all’1% e aumenta nel comparto dell’industria (+0,2 punti percentuali). 

Come si calcola il numero di posti liberi

E’ dal 2016 che l”Istat opera questa analisi trimestrale, ora anche nelle PMI ovvero le piccole e medie imprese con almeno 10 dipendenti. Il tasso di posti vacanti è il rapporto percentuale fra il numero di posti vacanti e la somma di questi ultimi con le posizioni lavorative occupate. Tale indicatore può fornire informazioni utili per interpretare l’andamento congiunturale del mercato del lavoro, dando segnali anticipatori sul numero di posizioni lavorative occupate. I dati si riferiscono, come anticipato, ai comparti dell’industria e dei servizi e si basano su due rilevazioni: la rilevazione mensile sull’occupazione, gli orari di lavoro, le retribuzioni e il costo del lavoro nelle grandi imprese (GI), condotta sulle imprese con almeno 500 dipendenti, e la rilevazione trimestrale sui posti vacanti e le ore lavorate (Vela), condotta sulle imprese fino a 499 dipendenti.  


Italia, estate 2021, arrivi in crescita del 12%

Anche se solo il 4,1% degli italiani ha prenotato, più della metà dei nostri connazionali (53,4%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi. Il 46,6%, invece, ha scelto di non partire e circa 4 milioni di loro hanno deciso in questo modo per difficoltà finanziarie (8,2%). Le cinque regioni più gettonate dell’estate 2021 saranno Puglia, Toscana, Sicilia, Emilia-Romagna e Sardegna. La tradizione prevale, sei italiani su dieci scelgono il mare, ma tengono anche i prodotti “Città d’arte, cultura e borghi” (12,7%) e “Montagna e naturalistico” (9,1%). E le previsioni estive? Si stima che rispetto allo stesso periodo del 2020, 39 milioni di vacanzieri (italiani e stranieri) creeranno quasi 166 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente dell’11,9% e del 16,2%. La voglia di tornare a viaggiare insomma è grande, grazie anche all’impatto positivo che avrà l’introduzione del pass vaccinale annunciato dal governo.  È quanto emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika in collaborazione con il Corso di laurea in economia e management del Dipartimento di diritto, economia, management e metodi quantitativi dell’Università del Sannio.

Stimate circa 166 milioni di presenze per i mesi estivi

Nel periodo giugno-settembre di quest’anno, secondo Demoskopika, dovrebbero essere oltre 4,1 milioni gli arrivi in più rispetto allo stesso periodo del 2020 con una crescita pari all’11,9%: 38,8 milioni di arrivi nel 2021 a fronte dei 34,7 milioni di arrivi dello scorso anno. La crescita dei turisti si ripercuote positivamente anche sull’andamento dei pernottamenti. L’Istituto di ricerca stima in 165,7 milioni le presenze per l’estate alle porte rispetto ai 142,6 pernottamenti del 2020: poco più di 23 milioni di presenze turistiche in più con una crescita pari al 16,2%.

Le mete più ricercate

La classifica delle mete turistiche più ricercate dagli italiani per i mesi estivi vede in testa la Puglia con 1,9 milioni di arrivi (+13,6%) e 10,6 milioni di presenze (33,9%), Toscana con 4,1 milioni di arrivi (+13,4%) e 19,1 milioni di presenze (23,3%), Sicilia con 1,7 milioni di arrivi (+13,2%) e 6,5 milioni di presenze (23,6%). E, ancora, Emilia-Romagna con 4,5 milioni di arrivi (+12,9%) e 23,1 milioni di presenze (26,3%), Sardegna con 1,5 milioni di arrivi (+12,8%) e 8,2 milioni di presenze (20,0%). Ma in generale piacciono ulteriori cinque sistemi turisti regionali: Campania con 1,9 milioni di arrivi (+12,5%) e 8,5 milioni di presenze (18,1%), Calabria con 981 mila arrivi (+12,1%) e 6,2 milioni di presenze (19,8%), Liguria con 1,6 milioni di arrivi (+12,2%) e 6,3 milioni di presenze (16,4%), Lazio con 2,6 milioni di arrivi (+11,6%) e 8,5 milioni di presenze (8,5%) e, infine, Veneto con 5,3 milioni di arrivi (+11,4%) e 22,4 milioni di presenze (7,4%).


Nel 2020 23 milioni di italiani hanno comprato o venduto oggetti usati

La Second Hand Economy rappresenta una leva strategica per incidere positivamente sul futuro, tanto che nel 2020 ha generato un valore di 23 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL italiano. Guidata principalmente dall’online, che pesa 10,8 miliardi euro, il 46% del totale, questa forma di economia circolare sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel nostro mercato, anche in conseguenza dell’emergenza Covid-19. Nel 2020 sono stati infatti 23 milioni gli italiani che si sono affidati alla second hand, il 14% per la prima volta, e che hanno portato la compravendita dell’usato a salire al terzo posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi. La conferma arriva dalla settima edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy, condotto da BVA Doxa per Subito.it.

Cosa si compra e vende online?

Tra chi nel 2020 ha acquistato o venduto oggetti usati, il 63% l’ha fatto online, Le categorie più acquistate? Principalmente Casa & Persona (67%), Sport & Hobby (61%), Elettronica (55%) e Veicoli (33%), e tra i prodotti, Libri e riviste (30%), Arredamento e Casalinghi (29%) e Informatica (27%). Per quanto riguarda la vendita, gli italiani vendono principalmente oggetti di Casa & Persona (63%), Elettronica (47%), Sport & Hobby (46%) e Veicoli (22%). Tra le categorie di prodotti più venduti online, arredamento e casalinghi (29%), Abbigliamento e accessori (28%), e Telefonia (21%).

Dare valore alle cose

Comprare o vendere prodotti usati si conferma tra i comportamenti sostenibili più diffusi degli italiani (54%), aggiudicandosi il terzo posto, che fino al 2019 era occupato dall’acquisto di prodotti a km 0 (50%). Il 70% poi compra o vende più di 2 volte l’anno, e cresce anche il numero di oggetti scambiati. Ma a crescere è anche la vita media degli oggetti: per il 62% il bene acquistato verrà collezionato, oppure cessato il suo utilizzo verrà donato o rivenduto, allontanando così la sua dismissione in discarica. L’economia dell’usato è quindi sempre più un modo per dare valore alle cose (50%), soprattutto per i Millennials (59%). È inoltre una scelta sostenibile (48%), ma anche intelligente e attuale (42%).

Nuove motivazioni guidano la scelta

Tra chi acquista scende la percentuale di chi fa second hand per risparmiare (50% vs 59% nel 2019), mentre in crescita rispetto all’anno precedente la volontà di contribuire all’abbattimento degli sprechi (47%), o chi lo considera un modo intelligente di fare economia (44%). Entra in gioco anche la motivazione legata alle mutate esigenze manifestate a seguito dell’emergenza da Covid-19, come la scoperta di cosa può servire o di cosa si può fare a meno (13%). Tra le ragioni che spingono alla vendita, il primo driver resta sempre la necessità di liberarsi del superfluo (73%), il 39% vende perché è contro gli sprechi e il 34% per guadagnare. Emergono poi nuove motivazioni nate nel corso del 2020, come l’adattamento degli spazi di casa a DAD e/o smart working (13%), assecondare esigenze appena nate (12%), ma anche un peggioramento della situazione economica (11%).


Terziario in crisi, servizi alla persona -27,2%, alloggio e ristorazione -36,2%

Nel quarto trimestre 2020 il peggioramento della situazione sanitaria ha colpito con particolare intensità le attività economiche del settore terziario lombardo, ulteriormente allontanate dai livelli di fatturato dell’anno precedente. Per il commercio al dettaglio la variazione tendenziale risulta infatti pari al -4,2%, dopo il -0,7% del terzo trimestre 2020, mentre per i servizi il calo raggiunge il -8,7%, contro il -7,3% del trimestre precedente. Dati non confortanti, attenuati in parte dai risultati in controtendenza di minimarket, supermercati e ipermercati, che segnano un +3,6% nello stesso periodo. Si tratta di alcune evidenze emerse dal report su Servizi e Commercio al dettaglio in Lombardia nel IV trimestre 2020 condotto da Unioncamere Lombardia.

Le misure restrittive penalizzano i settori già colpiti dal primo lockdown

Insomma, dopo la ripresa evidenziata nei mesi estivi grazie alle riaperture, le misure restrittive di Governo e Regioni adottate nuovamente da ottobre hanno nuovamente penalizzato i settori alloggio e ristorazione, commercio non alimentare, e servizi alla persona, già colpiti duramente dal primo lockdown.

Nei servizi però la caduta del fatturato nel quarto trimestre non è estesa a tutti i comparti. Commercio all’ingrosso e servizi alle imprese proseguono il recupero dei livelli di attività, con una variazione rispetto allo stesso periodo del 2019 che si attesta rispettivamente al -0,4% e al -2,8%. Gli effetti delle misure anti-Covid colpiscono invece, ancora una volta, i servizi alla persona (-27,2% la variazione tendenziale) e le attività di alloggio e ristorazione (-36,2%).

Prosegue la tendenza positiva per i negozi non specializzati

Anche nel commercio al dettaglio gli effetti delle misure anti-Covid sono differenziati a seconda della tipologia merceologica. Le conseguenze più negative riguardano ancora una volta i negozi non alimentari (-10,8% la variazione rispetto al quarto trimestre 2019), mentre per i negozi specializzati di alimentari, tipicamente di piccole dimensioni (fruttivendoli, macellerie, pescherie, ecc.), la perdita risulta limitata (-1,4%). Prosegue invece la tendenza positiva dei negozi non specializzati, che comprendono minimarket, supermercati e ipermercati, dove l’incremento di fatturato si consolida ulteriormente del +3,6%.

La flessione più marcata dell’intera serie storica

Il consuntivo del 2020 si chiude così in rosso, sia per il commercio al dettaglio (-6,5% la media annua) sia, ancor più negativamente, per i servizi (-12,3%).

Si tratta in entrambi i casi della flessione più marcata dell’intera serie storica.

“Con le nuove ondate della pandemia molte attività del terziario hanno ricevuto un nuovo e durissimo colpo – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia -. Turismo e ristorazione, servizi alla persona e commercio non alimentare si trovano in una situazione senza precedenti, con rischi immediati e concreti per la stessa sopravvivenza delle imprese”.


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